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Allarme arsenico, acqua non potabile a Cisterna e Cori

Ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua destinata al consumo alimentare umano per il centro urbano di Cisterna dal Cimitero fino a Borgo Flora e nel quartiere San Valentino. Esclusi Collina dei Pini, Le Castella, 17 Rubbia, Doganella, Prato Cesarino, Castelverde e Sant’Ilario.

La decisione è stata comunicata dal Sindaco Antonello Merolla in una conferenza stampa svolta poco dopo aver ricevuto dal Servizio Igiene Alimentare e Nutrizionale della ASL di Latina gli ultimi risultati delle analisi che attestavano in alcuni pozzi un valore medio di arsenico compreso tra il 18 ed il 24 microgrammi/litro.

“C’e’ preoccupazione ma non allarme – ha detto il Sindaco chiarendo che il Comune già da tempo ha messo a punto un piano di emergenza -. La situazione è sotto controllo e con Acqualatina si sta lavorando per una soluzione definitiva del problema. Il gestore idrico, infatti, già lo scorso marzo ha appaltato i lavori per la costruzione di un acquedotto che da Ninfa immetterà acqua all’interno della rete idrica di Cisterna abbassando il livello di concentrazione dell’arsenico intorno ai 10 microgrammi/litro. Entro il 20 dicembre sarà potenziato il dearsenizzatore in via Alighieri portando i valori al di sotto dei 20 microgrammi/litro e circa 20 giorni dopo sarà ultimata la condotta di miscelazione tra la rete idrica del quartiere San Valentino e con quella di via Dante Alighieri. I nostri tecnici stanno effettuando delle verifiche per il ripristino di alcune sorgenti da tempo inutilizzate per immettere nuova acqua nelle condotte mentre già da tempo stiamo miscelando nella rete acqua a bassa concentrazione di arsenico proveniente dal pozzo di captazione di Le Castella”.

Merolla ha sottolineato come in questi giorni siano stati diffusi dati anacronistici risalenti per lo più al 2007 e che da allora vari interventi sono stati attuati come la chiusura di due pozzi in via Dante Alighieri e l’entrata in funzione di un dearsenizzatore. Va inoltre detto che allo stato attuale, la situazione rientra all’interno dei parametri, tuttora vigenti, stabiliti dalla Comunità Europea fino al termine della deroga che, successivamente dovrà essere recepita dal Ministero e quindi dalla Regione Lazio.

“Appena comunicateci dall’ente competente, la Asl – ha spiegato il Sindaco – i risultati che ci attestano tra i 18 ed i 24 microgrammi/litro, abbiamo emesso in via precauzionale l’ordinanza di non potabilità. Sarà nostra cura informare la cittadinanza sullo sviluppo e l’evolversi di tutte le azione messe in atto”.

Anche il sindaco di Cori Tommaso Conti ha emesso un’ordinanza con la quale dispone “il divieto di utilizzo dell’acqua destinata al consumo alimentare umano, proveniente dai pozzi di captazione che alimentano l’acquedotto di Cori e le contrade di Colle Tenne e Colle Illirio. “Tale provvedimento – si legge in una nota – è imposto dalla nota nr. 53852 della Regione Lazio – Dipartimento Istituzionale e Territorio Direzione Regionale Ambiente, la quale impone che “i Sindaci dei Comuni ove le acque destinate al consumo umano presentano concentrazioni di arsenico superiore a 20 microgrammi/litro dovranno emettere ordinanza di non potabilità”, fanno seguito immediato alla nota nr. 4483 del SIAN – ASL LT”.

Il Servizio Igiene Alimentare e Nutrizionale dell’Azienda Sanitaria Locale ha infatti comunicato che il valore riscontrato nei punti di prelievo di Cori è pari a 25-26 microgrammi/litro.

Il piano di dearsenizzazione delle acque potabili di Cori è iniziato già nelle settimane scorse con la fornitura di acqua imbottigliata alle scuole del territorio e prosegue con i lavori che Acqualatina sta effettuando al Simbrivio, l’acquedotto sito in Via della Madonna del Soccorso, propedeutici al montaggio dell’apposito filtro per la depurazione delle acque, operazione che Acqualatina si è impegnata a concludere entro 20 giorni.

Da oggi, scuole, attività produttive e consumatori, potranno usufruire dell’approvvigionamento idrico messo a disposizione da Acqualatina con apposite autobotti distribuite sul territorio comunale per far fronte all’emergenza che comunque i soggetti interessati hanno garantito non si prolungherà oltre l’inizio dell’anno.

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