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Violenta la figlia per sette anni, assolto nonostante la confessione

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Nonostante avesse confessato le violenze sessuali sulla figlia, un uomo è assolto dal giudice nel processo con rito abbreviato «perché il fatto non sussiste». Il pubblico ministero Marco Giancristofaro aveva chiesto la condanna a 5 anni di carcere, ma il giudice ha assolto l’imputato con formula piena.

Secondo l’accusa l’uomo avrebbe violentato la figlia in numerose occasioni, per sette lunghi anni, dal 2002 al 2009, da quando la bambina aveva appena 6 anni. Ma la denuncia arrivò soltanto molti anni dopo, nel maggio 2016. La rievocazione delle violenze avvenute anni prima si verificò dopo un litigio tra i genitori della ragazza che decise di registrare una telefonata con il padre, nella quale l’uomo confermò sostanzialmente un unico episodio di violenza dicendo «è capitato quella volta… non so che m’aveva detto la testa». Secondo la ragazza, invece, gli episodi furono diversi e molto numerosi nell’arco di circa 7 anni.

Gli avvocati difensori hanno prodotto una perizia psichiatrica dalla quale è emerso che anche l’imputato, da bambino, era stato vittima di violenze analoghe. Pur senza sminuire l’accaduto, i legali hanno voluto evidenziare alcuni aspetti di natura psicologica attraverso le valutazioni di uno psichiatra.

Alla fine il giudice ha assolto il padre con formula piena, ma per comprendere i motivi della decisione bisognerà attendere il deposito delle motivazioni della sentenza.

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