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Sanità, sindacati contro direttore generale Asl: Pubblichi le graduatorie del concorso per 300 posti

«Il rischio è quello di un effetto domino che potrebbe mandare in tilt il sistema sanitario regionale. E schiacciare sotto il peso dell’irresponsabilità non solo i diritti dei tanti lavoratori precari della sanità laziale, che vedono sfumare la stabilizzazione, ma anche i bisogni di salute dei cittadini». Lo dichiarano, in una nota, Roberto Chierchia, segretario generale Cisl Fp Lazio, ed Enza Del Gaudio, segretario generale Cisl Fp Latina, che denunciano una situazione paradossale dovuta all’inerzia del direttore generale della Asl di Latina: «Se non decide di pubblicare le graduatorie del concorso, già espletato, per i 300 posti delle professioni sanitarie, si bloccano tutte le graduatorie delle Asl del Lazio».

«Si tratta di concorsi che hanno già visto concluse le prove selettive. È incomprensibile che a due mesi di distanza, l’ultima prova orale del concorso infermieri è del 14 febbraio, delle graduatorie non ci sia nemmeno l’ombra – attacca Enza Del Gaudio – Questo dimostra una completa irresponsabilità da parte della direzione dell’Asl Latina. Tanti lavoratori precari, infermieri e professionisti sanitari, che assicurano ogni giorno i servizi alla salute nel territorio pontino, aspettano l’esito del concorso per vedere la fine di un precariato che li tiene sulla corda in molti casi anche da 10 anni e avere la tanto sospirata stabilizzazione. Il fatto che debbano aspettare ancora perché il direttore generale non fa bene il suo lavoro è inaccettabile».

Ma non è tutto. «Così si blocca lo scorrimento delle graduatorie di tutte le Als del Lazio», rincara Roberto Chierchia. «In base al meccanismo delle opzioni, se un precario di un’azienda vince un concorso in un’altra Asl può rimanere nella azienda di origine purché quest’ultima ne confermi entro 10 giorni la condizione di servizio. Ebbene, la Asl di Latina ha chiuso le comunicazioni e non dà più risposte né in un senso né nell’altro. Da qui il rischio di un effetto domino che vanifica tutto il lavoro fatto in questi ultimi anni per dare certezze ai lavoratori atipici e per normalizzare il Ssr rispetto ai fabbisogni di personale: i vincitori non vengono assunti e le graduatorie degli idonei non possono scorrere».

«C’è un provvedimento dello stato, il decreto Madia, e c’è anche una legge regionale, la L.R. 4/2017, per mettere ordine nel caos dei rapporti di lavoro in sanità. Non è pensabile che un direttore generale possa bloccare tutto per colpevole inerzia. È in gioco il futuro di tanti bravi professionisti sanitari vittime di un precariato selvaggio. Ma è in gioco anche il futuro del sistema di salute e la possibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini», conclude il segretario generale della Cisl Fp Lazio. «Se il direttore della Asl pontina non è capace ad assumersi le responsabilità che gli competono, intervenga Nicola Zingaretti. La Cisl Fp non starà certo a guardare e a lasciar passare altro tempo».

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