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Piazza Dante alla Volta, protestano i genitori: corteo in piazza

I genitori dell’istituto comprensivo Giovanni Cena respingono con decisione l’accorpamento della scuola di Piazza Dante nell’istituto comprensivo Volta e annunciano un corteo di protesta il 14 novembre alle 10, da piazza Dante fino alla sede della Provincia.

I genitori segnalano l’attivazione di una serie di progetti di inclusione che sarebbero interrotti dalla scelta del Comune. La proposta di Piazza del Popolo infatti prevede «a partire dall’anno scolastico 2018/2019 l’aggregazione all’Istituto Comprensivo Volta del plesso di piazza Dante e l’aggregazione all’Istituto Comprensivo Cena – che conserva la primaria di via Legnano e del De Amicis – dei plessi Gionchetto, Pantanaccio, via Ezio», si legge nella delibera.

In questo modo – lamentano i genitori – non solo si interviene in maniera “pesante” sull’assetto del dimensionamento scolastico territoriale, ma vi sarebbero anche ripercussioni didattiche su tutti i progetti  in essere strutturati con criterio “verticale”, vale a dire rivolti ad alunni di classi di diverso ordine e grado.

“Oltre la fredda logica dei numeri – spiega Antonio Capozzi  del coordinamento comunale Fratelli d’Italia – e l’Istituto Cena è in linea con i criteri Regionali quanto ad iscrizioni, la qualità e la continuità didattica dovrebbero essere un parametro altrettanto fondamentale prima di operare scelte tanto incisive su una comunità scolastica. Così come sembra evidente che l’Amministrazione abbia deliberato in questa direzione senza aver valutato in maniera preventiva la sperequazione che si andrebbe a creare sul numero di iscritti  nel medio-lungo periodo, la qual cosa richiederebbe un nuovo intervento sul dimensionamento con ulteriori scompensi per la continuità didattica. Senza dimenticare che nemmeno i criteri di prossimità giustificano il provvedimento deliberato dalla Giunta.

Ciò che convince ancora meno sono i metodi con cui l’Amministrazione procede nel portare avanti i provvedimenti: nessun ascolto delle parti in causa, nessun confronto con i dirigenti scolastici, con il corpo insegnanti o con i rappresentanti dei genitori. Sarebbe bastata almeno un’audizione in una seduta della commissione competente   con le parti in causa per conoscere tutti i punti di vista e lavorare ad una soluzione condivisa, piuttosto che calare le decisioni dall’alto. Il dubbio è che si siano privilegiati gli interessi di parte di chi, all’interno della maggioranza, ha una manifesta incompatibilità nell’indirizzare scelte sulla materia piuttosto che dare seguito alla normale dialettica istituzionale ed amministrativa. É inaccettabile che un bene collettivo e di primaria importanza come la scuola sia assoggettato a logiche politiche di parte secondo la convenienza, o i suggerimenti del momento. L’amministrazione comunale ha perso un’altra occasione per dimostrare di essere aperta al confronto mortificando la partecipazione dei cittadini, famiglie interessate, delle figure professionali quali personale Ata, insegnanti e dirigenti scolastici, ai processi di decisione preferendo il centralismo democratico. Auspichiamo che l’interrogazione a risposta immediata presentata dai Consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, già dieci giorni fa, ottenga una risposta in aula e non cada nel dimenticatoio”.

 

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