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Cimitero di Latina, Ipogeo diffidata dal Codacons: concessioni regolari

Il Codacons di Latina diffida Ipogeo sul caso delle concessioni scadute che, secondo l’associazione, sarebbero ancora valide. “Con riferimento – si legge in una nota – al manifesto affisso presso il cimitero di Latina avente per oggetto una presunta “Regolarizzazione della assegnazione di sepolture sprovviste di contratto” si osserva quanto segue. Ai fini della richiesta regolarizzazione, viene sottoposto agli eredi un modulo prestampato da sottoscrivere immediatamente. Tale modello risulta del tutto sconosciuto all’utenza, non è possibile averne una copia preliminare e prevede obblighi, anche finanziari, a carico degli eredi arrivando a impegnarli senza condizioni a tutte le future pretese di Ipogeo stessa. In realtà si osserva che le tumulazioni anteriori alla sottoscrizione del contratto tra il Comune e Ipogeo sono state effettuate secondo le disposizioni comunali vigenti all’epoca dopo aver sottoscritto apposita proposta di acquisto seguita dal pagamento nonché dall’assegnazione. Alcun contratto pertanto è necessario regolarizzare giacché il rapporto di fatto è venuto ad esistenza a seguito del comportamento concludente dell’allora amministrazione comunale nonché del regolare pagamento di quanto dovuto. Pertanto alcuna occupazione abusiva può configurarsi nel caso in questione né tantomeno alcuna decadenza dalla concessione”.

Ma non finisce qui. “Inoltre – spiega Massimo Cusumano, responsabile del Codacons di Latina – nel citato modulo si legge: “… IPOGEO…INFORMA CHE.. a seguito dell’intervenuta scadenza del periodo d’uso della sepoltura come sopra descritta, optare….” Nessuna informazione viene fornita sulla norma di legge in base alla quale si considera scaduta la concessione né quale era la durata legale all’epoca della sepoltura. Dare per scontata la scadenza senza alcuna giustificazione legale è del tutto illegittimo considerato anche che la durata iniziale della concessione poteva essere a tempo indeterminato o di 99 anni o, in alcuni casi, di 60 anni. Si diffida pertanto Ipogeo dalla dichiarazione di decadenza dalla concessione che sarebbe oltre che illegittima assurda in considerazione del fatto che verrebbe dichiarata per il presunto difetto di un contratto che in realtà tra le parti, di fatto, già sussiste. Oltre a ciò Ipogeo vorrebbe procedere ad una declaratoria di decadenza a fronte di un pagamento già effettuato al prezzo richiesto. Si rammenta che le concessioni in questione sono state sempre rilasciate previo pagamento della relativa tariffa e con una durata ben oltre i 30 anni ipotizzati da Ipogeo”.

MANUTENZIONE. “Parimenti illegittima – continua il Codacons – è la declaratoria di decadenza prevista dall’art. 37 del Regolamento in caso di mancato pagamento del contributo di € 15,00 oltre iva per la manutenzione per due anni consecutivi. A fronte del versamento di una somma ben più consistente per la concessione,si vorrebbe “privare”, infatti, il cittadino del proprio diritto alla sepoltura per circa € 30,00 complessivi non versati. In attesa che tale assurdità giuridica venga espunta dal regolamento, i cittadini verranno consigliati di effettuare il pagamento di quanto richiesto manifestando sin da adesso la riserva di ripetere tali somme ritenute illegittime. E ciò in quanto tale contributo infatti, istituito per il mantenimento del cimitero e richiesto indistintamente sia per i posti occupati che vuoti già acquistati, è illegittimo e non dovuto considerato il difetto di qualunque tipo di manutenzione nel cimitero di cui è facile reperire una prova tangibile attraversando i corridoi del cimitero stesso”.

Codacons diffida pertanto Ipogeo “dal promuovere alcuna procedura di decadenza o a modificare in qualsiasi modo lo stato della sepoltura o dal richiedere ulteriori somme, pena il ricorso all’autorità giudiziaria civile e penale per la tutela dei propri diritti anche in considerazione delle modalità con cui le richieste di Ipogeo vengono rivolte ai concessionari nel momento della tumulazione dei propri cari estinti. Si invita inoltre l’Amministrazione Comunale ad intervenire nel merito di detto modulo e a voler verificare la modulistica in genere adottata da Ipogeo la quale sovente non sembra coerente con le clausole contrattuali e la normativa vigente”.

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