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VIDEO FOTO – Giornate delle migrazioni, 1.500 partecipanti riscoprono la storia del campo profughi di Latina

Circa 1.500 partecipanti tra conferenze, proiezioni, narrazioni, visite guidate, concerti e mostre d’arte alle “Giornate delle migrazioni”, tre giorni intensi di confronto, conoscenze e commemorazioni a Latina. Il Focus era sulla commemorazione per i 60 anni dell’Istituzione del Campo Profughi Rossi Longhi, che ha ospitato tra il 1957, all’indomani dell’invasione dell’Ungheria, e il 1989, caduta del muro di Berlino, oltre 100 mila rifugiati che scappavano dai paesi dell’est europeo.

C’e’ stato anche un importante momento di confronto con una platea di studenti sulle migrazioni oggi con informazioni, numeri e dati, da cui è scaturito un importante dibattito. Molti ex profughi sono tornati dal Canada, Stati Uniti, Croazia e Francia per partecipare agli eventi.

Pier e Fabrizio Rossi Longhi, nipote e fratello di Roberto Rossi Longhi sono arrivati per commemorare l’uomo che pianificò per conto del CIME (Comitato Intergovernativo delle migrazioni europeo) l’esodo ungherese e morì per incidente stradale due mesi prima dell’inaugurazione del campo a soli 33 anni.

Il progetto ideato e organizzato da Emanuela Gasbarroni, che ha realizzato anche il documentario Fuga per la libertà, presentato davanti ad una sala gremita al cinema Oxer, ma anche nelle mattine agli studenti e alle istituzioni, ha visto la collaborazione degli studenti della Terza M del Liceo scientifico GB Grassi che sono stati preparati alla tematica nel corso di un mese, nell’ambito di un progetto di alternanza scuola lavoro, con documenti, foto, incontri con esperti.

I ragazzi hanno contribuito attivamente all’organizzazione dell’evento, realizzando anche la grafica, la gestione dei social, le visite guidate e la produzione di contenuti presentati durante gli eventi. Fin dalla mattina del 19 ottobre con la presentazione del lavoro svolto e la proiezione del film nell’aula magna del G.B. Grassi, la partecipazione è stata notevole e commossa.

Gli studenti, che non conoscevano nulla della storia del Campo profughi di Latina, hanno rivolto domande agli ex profughi presenti in sala e hanno anche voluto scattare foto con loro.

C’erano Alex Konik e Mihai Babeanu (protagonisti del film) Marino Putinia, Mihai Staneascu, Tatiana Covor che hanno ricordato ai ragazzi l’importanza di vivere in un paese libero e in pace. Nel pomeriggio l’esperimento di narrazione corale, che è andata oltre ogni aspettativa.

Dopo l’inaugurazione della mostra degli artisti che si trovavano al campo (collezione Vincenzo Piccaro) , presso il bar del Liceo Grassi e le toccanti parole di presentazione di Massimo Pompeo, è stato un susseguirsi di ricordi, testimonianze di gesti solidali, memorie di incontri, storie di accoglienze, incontri conviviali, narrazioni da parte dei cittadini di Latina. Una affabulazione necessaria ed emozionante per una città, che ha vissuto il campo profughi come un segno identitario e di avventura umana nel bene e nel male.

Fabio D’Achille, animatore artistico e consigliere comunale, che ha seguito anche i ragazzi negli aspetti grafici, ha seguito i lavori delle tre giornate annunciando anche il progetto di recupero del murales realizzato da Sergio Ban sulla facciata dell’ex campo profughi.

La mattina del 20 ottobre a 60 anni esatti dalla intitolazione del Campo profughi a Roberto Rossi Longhi, nella sala conferenze dell’Università Pontina {dove una volta c’era il campo) il nipote Pier e il fratello Fabrizio hanno volute testimoniare con le loro parole il ruolo cruciale che ebbe il loro congiunto per l’accoglienza dei rifugiati, e la commozione per averlo ricordato.

C’erano anche Federico Soda e Stephane Jacquemet che rappresentano OIM (Organizzazione Internazionale delle migrazioni) e UNHCR (Alto commissariato per I rifugiati delle Nazioni Unite) le più importanti agenzie che in questo momento gestiscono il flusso di migranti.

Il Prefetto Pierluigi Faloni, il vicesindaco di Latina Maria Paola Briganti, il dr. Giuseppe Bonifazi e la prof. Paola Campana del Polo pontino dell’Università La Sapienza hanno portato i loro saluti. Purtroppo assenti gli studenti universitari e pochissime le istituzioni arrivate a commemorare l’importante momento alla presenza di prestigiosi relatori internazionali. I ragazzi della terza M per tutta la giornata hanno effettuato visite guidate per un centinaio di persone con notizie storiche all’ex campo profughi. I ragazzi del Corso di ristorazione formazione lavoro hanno offerto un buffet. Il Polo pontino ha offerto gli spazi per l’evento.

Nel pomeriggio del 20 ottobre è stata organizzata una visita guidata a Sermoneta da parte della Cooperativa Il Sentiero con la guida Marina Badini, per gli ex profughi tornati. Tutti sono rimasti affascinati e hanno pubblicato le foto sui loro profili social, raggiungendo amici in Canada, Francia, Stati Uniti, Croazia, Romania.

La sera del 20 ottobre davanti ad una platea gremita al cinema Oxer è stato presentato il film “Fuga per la libertà” di Emanuela Gasbarroni ed è stato un momento commovente per la partecipazione e le parole grate. E’ stata richiesta una ulteriore proiezione per le tante richieste e si stanno programmando proiezioni per le scuole.

Il terzo giorno si è parlato di migrazioni al giorno d’oggi davanti ad una platea di studenti del liceo scientifico GB Grassi . Con i relatori Emilio Drudi (giornalista e associazione “Nuovi desaparecidos”) Patrizia Ciccarelli, assessore ai servizi sociali e pari opportunità Comune di Latina, Carlo Miccio, mediatore culturale, Antonio Luigi Quarto, Prefettura di Latina, Selene Fiorini assistente sociale). I ragazzi hanno partecipato con grande attenzione, ponendo domande, dibattendo, affermando le posizioni più diverse e il confronto è stato intenso. Gli stessi ragazzi hanno chiesto al termine di organizzare altre occasioni di confronto, perché le informazioni che circolano sono spesso errate e occorre avere dati e notizie corrette per formarsi una coscienza sul fenomeno. Toccante la testimonianza di un ragazzo nigeriano, che ha parlato ai ragazzi.

Nel pomeriggio del 21 ottobre l’orchestra della Pomm, Piccola orchestra di musiche dal mondo, diretta da Luigia Berti, ha incantato a travolto la platea con lo spettacolo “Ritmi migranti”. Percussioni, xilofoni, voci melodiose, pianoforte per una narrazione dei migranti italiani che andavano all’estero cercando la fortuna. Toccante la partecipazione del pubblico. La fonica e le luci sono state allestite dai ragazzi sedicenni coordinati dal bravissimo Karol del Liceo G.B. Grassi, che hanno offerto il loro lavoro di ore e l’apparecchiatura tecnica.

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(foto di Carlo Montefusco)

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