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Ius Soli, Damiano Coletta partecipa allo sciopero della fame per sostenere la legge

Il sindaco di Latina Damiano Coletta partecipa allo sciopero della famre per sostenere la legge dello ius soli. «Mentre le adesioni alla campagna Non è mai troppo tardi per l’approvazione della legge sullo ius soli superano la cifra di 1300 – spiega sentore Pd Luigi Manconi. – oggi partecipano al digiuno in 167. Tra questi: Paolo Fresu, altri quattordici europarlamentari: Patrizia Toia, Davide Sassoli, Cécile Kyenge, Brando Benifei, Silvia Costa, Daniele Viotti, Alessia Mosca, Renato Soru, Elena Gentile, Luigi Morgano, Nicola Caputo, Pina Picerno, Mercedes Bresso, Gianfranco Spadaccia, l’onorevole Salvatore Capone, il sindaco di Latina Damiano Coletta e quello di Alghero, Mario Bruno, Federica Graziani, il documentarista Christian Carmosino Mereu, lo scrittore Marco Sessa, Stella Jean, Alessandro Gilioli, il gruppo sportivo Atletico Diritti. E si impegnano a scioperare nei prossimi giorni: Michela Murgia e Oliviero Toscani».

NUOVI ITALIANI IN AUMENTO. Mentre il ministro dell’Interno, Marco Minniti, auspica il via libera alla legge sullo ius soli, «una questione di principio che va oltre la maggioranza di Governo», l’Istat rileva un netto aumento di nuovi italiani: da meno di 50 mila del 2011 a 184.638 nel 2016. Il destino parlamentare del ddl è sempre in bilico.

C’è chi ha parlato di un possibile ricorso alla fiducia da parte del Governo, ma Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Ap, frena: «i ministri di Alternativa popolare non la appoggeranno qualora venisse proposta». Il governatore della Liguria, Giovanni Toti (Fi), esclude che «qualcuno di centrodestra abbia dato il via libera sulla fiducia». Continua intanto lo sciopero della fame ‘a staffettà indetto per sollecitare l’approvazione del provvedimento.

Tra gli altri ha aderito il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Minniti, in audizione al Comitato Schengen, si dice «convinto che questioni di questo tipo vanno oltre l’adesione o meno ad una maggioranza di Governo, ma hanno a che fare con una questione di principio che interroga i singoli parlamentari. Il mio profondo convincimento – sottolinea – è che lo ius soli, che più correttamente andrebbe chiamato ius soli e ius culturae perchè prevede la conclusione di un ciclo scolastico, va separato dalle politiche migratorie: non c’entra con le politiche migratorie, ma riguarda persone che sono nate in Italia, figlie di persone che hanno regolare permesso di soggiorno». È un tema, aggiunge, «che va quindi collegato alle politiche d’integrazione ed un Paese che sa integrare costruisce meglio i suoi percorsi di sicurezza».

Dunque, ribadisce il ministro in una lettera inviata al senatore Luigi Manconi, «è con questo approccio va affrontata la discussione al Senato con l’obiettivo dell’approvazione, puntando al più ampio coinvolgimento possibile, di una legge forte nei suoi valori ed utile nelle sue finalità». L’Istat, da parte sua, fotografa un deciso cambiamento del fenomeno migratorio. Dall’epoca delle migrazioni per lavoro o per motivi familiari si sta rapidamente passando agli ingressi motivati dalla ricerca di asilo politico o protezione internazionale. Nel 2016, infatti, i permessi per lavoro sono diminuiti del 41% rispetto al 2015 mentre si è raggiunto il massimo storico di permessi per asilo e protezione (77.927).

Allo stesso tempo, sono sempre più numerosi i cittadini extra Ue che acquisiscono la cittadinanza italiana: dei 184.638 del 2016, 51,3% sono under 30. I cittadini non comunitari regolarmente presenti all’1 gennaio 2017 sono 3.714.137. I paesi più rappresentati sono Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine. Il Centro-Nord è l’area con la più alta presenza.

L’istituto rileva inoltre un aumento costante dei minori stranieri che diventano italiani: sono quasi 95mila nel 2016, due terzi dei quali nati in Italia. Si tratta quindi di un numero sempre più rilevante di giovani che ogni anno transitano dalla cittadinanza straniera in quella italiana, e nel 67% dei casi questo passaggio è avvenuto senza che i giovani interessati abbiano mai vissuto direttamente l’esperienza migratoria.

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