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Cesare Battisti già scarcerato. Chi è l’ex terrorista originario di Sermoneta

È già nella sua casa sul litorale di San Paolo l’ex terrorista dei Pac Cesare Battisti, scarcerato dopo l’arresto di mercoledì scorso a Corumba, al confine con la Bolivia, e dopo la concessione della libertà provvisoria, con obbligo di firma, concessagli dal giudice José Marcos Lunardelli del Tribunale Federale Regionale si richiesta avanzata dai legali di battisti. L’ex Pac si era imbarcato per San Paolo questa mattina dall’aeroporto internazionale di Campo Grande dopo aver lasciato Corumba. «Cesare è arrivato questa mattina presto», ha detto a G1 uno degli avvocati di Battisti, Ottaviano Steve Maningat.

CHI E’. Da terrorista rosso a scrittore di noir. Cesare Battisti – una vita segnata dalle fughe in mezzo mondo dopo attentati, condanne all’ergastolo per diversi omicidi e carcere – è nato nel 1954 a Sermoneta (Latina).

All’inizio degli anni ’70 abbandona la scuola, iniziando una carriera criminale fatta di rapine, furti e sequestri di persona, per le quali viene arrestato diverse volte. Nel ’76 si trasferisce al nord e partecipa alla fondazione dei Pac, Proletari armati per il comunismo, formazione nata nell’area dell’autonomia alla periferia di Milano. Viene arrestato di nuovo, sempre per rapina, e rinchiuso nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac. In questi anni partecipa alle azioni del gruppo eversivo, che gli costeranno un’altra volta la libertà: nel ’79 viene arrestato a Milano e condannato a 13 anni e 5 mesi per l’omicidio del gioielliere Pierluigi Torreggiani, a febbraio. Nel 1981 riesce ad evadere dal carcere di Frosinone, dove stava scontando la pena, grazie a un assalto di terroristi.

La giustizia va comunque avanti e nel 1985 lo condanna in contumacia all’ergastolo nel processo contro i Pac, sentenza confermata dalla Cassazione nel 1991. La condanna è per vari reati, tra i quali quattro omicidi: oltre a quello di Torreggiani e del macellaio Lino Sabbadin (militante del Msi), avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell’agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Ma nel frattempo Battisti non c’è più. Prima a Parigi, poi in Messico, a Puerto Escondido, con la compagna Laurence, dalla quale si è poi separato, e che che gli ha dato due figlie. In Messico fonda il giornale ‘Via Librè, che ‘trasferira« a Parigi nel 1990. Appena giunto Oltralpe, Battisti viene arrestato ma, cinque mesi dopo, la Francia nega l’estradizione e lui torna in libertà.

Nel 1997 è uno degli “esuli” dei movimenti politici dell’estrema sinistra italiana rifugiati in Francia, riuniti nell’associazione “XXI secolo”, che chiedono all’allora presidente Oscar Luigi Scalfaro una soluzione politica “di indulto o di amnistia” dei reati loro addebitati.

Inizia a scrivere, diventando un giallista – la Gallimard, una delle più grandi case editrici francesi, gli pubblica un romanzo – ed elaborando analisi dell’antagonismo radicale. Fugge in Brasile nel 2004, poco prima del pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato francese che l’avrebbe estradato in Italia da Parigi. Nel 2007 viene arrestato a Rio de Janeiro e la sua vicenda passa alle mani del Brasile. Due anni dopo il governo del presidente Lula gli concede lo status di rifugiato politico, per “timore di persecuzioni”. Lo stesso Lula, il 31 dicembre 2010, rifiuta la richiesta di estradizione presentata dall’Italia. Il 9 giugno 2011, il Supremo Tribunal Federal decreta l’immediata scarcerazione dell’ex terrorista.

Battisti vola a San Paolo, che ha scelto come nuova casa, dove continuerà a scrivere, e invita a “voltare la pagina” degli ‘anni di piombò “senza vendette tardive”. Successivamente, chiederà perdono per le vittime degli attentati e ammetterà le proprie responsabilità politiche. Ma negherà ancora una volta la sua partecipazione diretta agli attacchi terroristici, rifiutando anche la parola “pentimento”.

Mentre si rincorrono le voci di una imminente estradizione in Italia, Battisti il 5 ottobre scorso è arrestato al confine tra Brasile e Bolivia per traffico di valuta e riciclaggio. Chiamato ad esaminare il caso un giudice, tuttavia, ritiene mancati le prove dei due reati e dispone il ritorno in libertà dell’ex terrorista.

Comments

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  • roby

    Dai compari carioca cosa ci si voleva aspettare, adesso potremmo vedere quanto realmente vale la diplomazia italiana.

MandarinoAdv Post.