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Hanaki e Amir, Intelligence e Antiterrorismo indagano sui contatti degli islamici ad Aprilia

Un passato in Italia, ad Aprilia (Latina), ma nessun elemento che faccia ritenere la sua radicalizzazione avvenuta nel nostro paese.

Per fare luce sul passato di Ahmed Hanachi, il tunisino che a Marsiglia ha ucciso le due cugine Laure e Mauranne, e sui possibili retroscena del suo gesto, scendono comunque in campo anche la procura di Roma, gli uomini dell’antiterrorismo e l’intelligence.

Il nordafricano, ucciso dalle forze di sicurezza francesi, ha vissuto alcuni anni nel nostro Paese a partire dal 2006 quando, secondo quanto hanno ricostruito investigatori ed inquirenti, sarebbe arrivato proprio dalla Francia. Due anni dopo ha sposato un’italiana residente ad Aprilia e con lei ha convissuto diversi anni.

Entrambi hanno avuto precedenti penali per reati contro il patrimonio e spaccio di droga, ma dagli accertamenti nei suoi confronti non sono mai emerse circostanze che potessero far pensare ad un avvicinamento alla jihad. Hanachi, dunque, durante il soggiorno in Italia, non ebbe comportamenti tali da motivare l’attenzione dell’ antiterrorismo.

Al contrario, dalle informazioni in possesso degli investigatori, il suo modus operandi è risultato del tutto estraneo a quanto professato dai seguaci della guerra santa e ciò fa pensare che la sua radicalizzazione sia avvenuta una volta passato il confine.

Ed anche le informazioni dell’intelligence tunisina, con la quale i nostri servizi sono stati in contatto nelle ultime ore, confermano che non vi sono elementi che possano far pensare ad una radicalizzazione di Hanachi, o a suoi contatti con ambienti estremisti, quando era nel paese nord africano. La coppia si separò nel 2014: Hanachi prese la direzione della Francia; la moglie, legatasi nel frattempo ad un altro uomo, quella del nord Africa.

Mentre in Francia sono quattro le persone fermate in quanto sospettate di essere state legate ad Hanachi, la procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per associazione con finalità di terrorismo, per accertare i contatti avuti da Hanachi, i luoghi frequentati, i rapporti coltivati negli anni passati in Italia.

L’abitazione degli ex suoceri, i quali avrebbero dichiarato di non sentire l’uomo da mesi, è stata perquisita. «Non sembrava radicalizzato. Aveva modi e stile di vita occidentali», hanno detto alcuni conoscenti di Aprilia.

Una cittadina, Aprilia, già passato al setaccio dopo la strage di Berlino. Anche il protagonista di quell’eccidio, Anis Amri, tunisino come Hanachi, vi transitò prima di approdare nella capitale tedesca. Al momento intelligence ed antiterrorismo escludono che il terrorista della stazione centrale di Marsiglia abbia avuto contatti con Amri. L’aggressore di Marsiglia aveva comunque documenti italiani. A rivelarlo è stato il ministro francese dell’Interno Gerard Collomb.

Al riguardo il ministro ha espresso perplessità sul fatto che «un individuo così avesse sette identità di cui abbiamo perso le tracce durante un certo periodo, visto che era partito dalla Francia e viveva in Italia con dei documenti italiani, e che fosse venuto col passaporto valido da Cartagine».

L’uomo aveva un permesso di soggiorno regolare, concessogli – come ad altre centinaia di migranti che sposano un’italiana o un italiano – dopo il matrimonio. Collomb ha poi deplorato che «un certo numero di Paesi non abbiano i sistemi e il livello di sorveglianza che conosciamo in Francia». Per lui, questo dimostra che «crediamo di aver fatto dell’Europa un’Europa forte ai suoi confini, ma un certo numero di Paesi all’interno non hanno questa organizzazione».

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