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Terrorismo, il sindaco di Aprilia: comunità tunisina ben integrata

«È una famiglia come tante, che tutti i giorni lavora e fa le sue cose in maniera tranquilla». Così il sindaco di Aprilia (Latina) Antonio Terra parla del suocero e dei parenti della moglie dell’attentatore di Marsiglia, il tunisino Ahmed Hanachi, che sposato con un’italiana ha per un periodo vissuto nella cittadina pontina per poi lasciarsi con la moglie e abbandonare l’Italia.

L’uomo nel maggio scorso è stato cancellato dall’anagrafe comunale per mancata dichiarazione del rinnovo di permesso di soggiorno, ma in realtà già da molto tempo non viveva più in Italia.

PARLA IL SINDACO. «Aprilia è una città di 80mila abitanti, una città di fondazione dove in tanti provengono da qualche altra parte. Siamo abituati a convivere con tante realtà non italiane, comunitarie ed extra comunitarie. Ad oggi sono circa 10mila i residenti stranieri: la comunità tunisina, non più di 150 residenti, è esigua in termini numerici ma molto integrata». Antonio Terra, sindaco di Aprilia, traccia il quadro della situazione. «Quella tunisina è una comunità vecchia, che non è arrivata con le ultime ondate migratorie, e che vive per la maggior parte a ridosso delle campagne», continua Terra.

È già la seconda volta che Aprilia torna alla ribalta della cronaca per indagini contro il terrorismo: già a dicembre 2016 perquisizioni della Digos furono effettuate in alcune abitazioni dove soggiornò Anis Amri, il tunisino autore dell’attentato avvenuto in un mercatino di Natale a Berlino.

«I cittadini si fanno domande, noi abbiamo affrontato il primo vero piano della sicurezza, dettato dalle linee guida del ministero dell’Interno, con barriere anti intrusione – conclude il sindaco – Quello della sicurezza è un tema sentito. Ma comunque i cittadini sono abituati a convivere con i cittadini stranieri e anche con la piccola comunità tunisina».

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