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Il terrorista che ha colpito a Marsiglia viveva ad Aprilia

Il killer di Marsiglia viveva ad Aprilia. Dopo Anis Amri, l’attentatore di Berlino ucciso a Milano, un altro terrorista ha avuto legami con il territorio pontino. Si tratta di Hanachi Ahmed il tunisino che ha ucciso due donne, accoltellandole, a Marsiglia. La notizia è stata diffusa dal quotidiano francese LePoint secondo il quale Ahmed avrebbe soggiornato per diversi anni nella periferia apriliana con un permesso di soggiorno scaduto nel mese di gennaio scorso. L’uomo aveva un passaporto tunisino e, in Italia, aveva commesso alcuni piccoli reati.

Secondo le poche informazioni disponibili l’uomo ha vissuto qualche anno ad Aprilia insieme alla moglie da cui si sarebbe poi separato. Ad Aprilia vivono ancora la suocera e il compagno della donna, mentre l’ex moglie avrebbe a sua volta lasciato l’Italia per tornare in Tunisia. I carabinieri hanno effettuato una perquisizione nella casa dell’ex suocera di Hanachi.

Nel maggio scorso Hanachi Ahmed sarebbe stato cancellato dall’anagrafe comunale per mancata dichiarazione del rinnovo di permesso di soggiorno, ma in realtà l’uomo già da molto tempo non viveva più in Italia. L’attentatore di Marsiglia, sposato con un’italiana, ha vissuto per un periodo a casa dei suoceri. I due poi si sono lasciati e l’uomo ha abbandonato Aprila e l’Italia.

Di nuovo Aprilia torna così al centro di indagini contro il terrorismo. Già a dicembre del 2016, infatti, perquisizioni della Digos furono effettuate in alcune abitazioni nella stessa cittadina dove soggiornò Anis Amri, il tunisino autore dell’attentato avvenuto in un mercatino di Natale a Berlino.

IN FRANCIA SCOPPIA LA POLEMICA. Esplode in Francia il caso di Ahmed Hanachi, l’uomo che ieri pomeriggio ha assassinato due cugine a Marsiglia, e che soltanto 24 ore prima era nelle mani della polizia di Lione. Fermato per furto, senza permesso di soggiorno in Francia, è stato identificato e rimesso in libertà. Il ministro dell’Interno, Gerard Collomb, che vuole vederci chiaro e prevenire le immancabili polemiche, ha subito ordinato l’apertura di un’inchiesta. Oltre alle polemiche, sul tragico caso di Laure e Mauranne, le due cugine di 20 e 21 anni uccise ieri alla stazione Saint-Charles, si addensano i dubbi.

Il modus operandi di Hanachi, che stasera è stato formalmente riconosciuto anche dalle autorità tunisine, lascia pensare: le telecamere di sorveglianza lo hanno inquadrato seduto a lungo, quasi un quarto d’ora – dalle 13.30 alle 13.45 – su una panchina della stazione. Assorto, immobile. Poi, l’azione: ha tirato fuori il coltello, che aveva una lama di 25 centimetri, e ha infierito sulla prima delle ragazze, poi è fuggito. Dopo pochissimo è tornato sui suoi passi e ha attaccato la cugina. In questo lasso di tempo, una coraggiosa passante ha provato a inseguirlo con l’asta di una bandiera, riuscendo anche a farlo cadere. Ma su di lei, la furia di Ahmed non si è scatenata, l’obiettivo erano Laure e Mauranne, con la ventenne – che studia da infermiera vicino a Lione – che era andata a trovare la più grande, studentessa di medicina a Marsiglia, per festeggiare con qualche giorno di anticipo il suo 21/o compleanno. Perché proprio le due ragazze? Gli inquirenti sono impegnati in un lavoro febbrile per cercare di capire il meccanismo in base al quale Ahmed, 30 anni, ha identificato le sue vittime. E «finora», non hanno trovato «collegamenti» fra l’assalitore di Marsiglia e l’Isis che ne rivendica le gesta.

L’inchiesta del governo riguarda, invece, la prefettura di Lione e il commissariato dove è stato portato il potenziale assassino in manette venerdì sera. Aveva, per l’ennesima volta negli ultimi anni, compiuto un furto, una giacca che aveva arraffato in un negozio del centro commerciale della stazione lionese di Part-Dieu. L’aveva fatta passare al di sopra dell’allarme antifurto all’uscita del magazzino ed era stato «pizzicato» dalla guardia giurata. In commissariato aveva abbozzato scuse improbabili, asserendo di aver pagato la giacca e smarrito lo scontrino. Poi, il passaporto tunisino e nessun permesso di soggiorno. In situazione irregolare, avrebbe potuto non solo essere denunciato per furto ma – in base alle leggi vigenti – essere ricondotto alla frontiera. Niente di tutto questo, Hannaci è andato via tranquillamente, rilasciato a piede libero perché le immagini della videocamera di sorveglianza sono state ritenute inaffidabili. Le polemiche prendono lo spunto dall’ipotizzata assenza del superiore che avrebbe dovuto firmare per la convalida dell’arresto o, secondo altre informazioni, per la presunta mancanza di posti in cella. Agli agenti aveva detto di essere senza dimora, divorziato e tossicodipendente. La Tour Eiffel si spegne questa sera in omaggio alla memoria di Laure e Mauranne, le due cugine cadute sotto le coltellate di Ahmed, ucciso poco dopo da una pattuglia di militari contro la quale si era lanciato gridando «Allah Akbar».

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