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Chikungunya, oggi vertice a Roma con i sindaci di Latina e Anzio

Il focolaio della Chikungunya non è a Roma ma ad Anzio. Lo dice forte e chiaro l’assessore capitolino all’ambiente Pinuccia Montanari rivolgendosi agli avversari politici e a chi lamenta disinfestazioni o derattizzazioni inefficaci. E in questa affermazione c’è una risposta alla Regione Lazio che per lunedì ha convocato i rappresentanti di Roma Capitale e delle altre amministrazioni interessate, Latina e Anzio, «per verificare l’azione di disinfestazione messa in atto fin qui».

Nessun ritardo, nessun passo indietro, e anzi, controbatte Montanari, «su questo caso andremo fino in fondo, per ristabilire la verità e valuteremo tutte le azioni possibili, anche legali, denunciando il procurato allarme e la diffusione di notizie false, per tutelare l’operato dell’Amministrazione Capitolina». Va giù dura l’assessore: «Dire o lasciar intendere il contrario è un gesto irresponsabile nei confronti dei cittadini». E lascia che parlino i numeri, impressionante la percentuale di contagiati a Roma e ad Anzio, se si tiene conto del numero di abitanti: «Roma è stata danneggiata dalle disinfestazioni inefficaci di altri comuni laziali. Roma, con 2.875.364 abitanti ha subito 6 casi di contagio. Anzio, con 54.211 abitanti ha riscontrato 19 casi». E ancora, «una parte dei cittadini romani che è risultata positiva alla Chikungunya era stata in vacanza ad Anzio».

I casi accertati dal Seresmi (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive) sono fermi a 64. Di questi, 54 sono i casi che hanno residenza ad Anzio o che hanno soggiornato nei 15 giorni precedenti ad Anzio, 7 casi sono a Roma e 3 casi sono a Latina. E quanto alla diffusione del virus, il Comune di Modena rende noto che è negativo l’esito degli esami condotti sul sospetto caso di virus rilevato ieri, e revoca l’ordinanza sospendendo i trattamenti straordinari di disinfestazione che nella serata di ieri hanno riguardato un’area a sud della città, tra la tangenziale Neruda e via Giardini.

La crescente diffusione del virus però ha messo in allerta anche l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), che non esclude che nei prossimi giorni possano verificarsi ulteriori casi in Italia. La zanzara tigre, infatti, scrivono gli esperti sul sito dell’Organizzazione, «è ormai stanziale nel bacino del Mediterraneo, ha dimostrato la capacità di sostenere focolai di Chikungunya in passato, e l’area in cui si sono verificati i casi è densamente popolata e turistica, soprattutto nei mesi estivi». Ecco dunque che ai viaggiatori che scelgono di visitare la Penisola è consigliato un abbigliamento corretto e l’uso di repellenti.

Oggi dunque il vertice richiesto dalla Regione Lazio, alla presenza dei tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità, con i comuni interessati per fare il punto della situazione e controllare le attività di disinfestazione. In serata, dopo le parole dell’assessore, anche Ama ribadisce che «gli interventi volti a prevenire e contrastare l’infestazione dell’insetto sono iniziati a primavera e tuttora in corso».

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