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Chikungunya, 47 casi nel Lazio. A Latina disinfestazione dal 16 al 20 settembre

«Sono 47 i casi accertati dal SERESMI (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive) ad oggi di Chikungunya, 20 nuovi rispetto al bollettino rilasciato ieri. Di questi 20, 19 casi sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio e uno a Latina. È stato chiesto ai Comuni di procedere alla disinfestazione delle aree interessate». Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

I numeri cambiano ora dopo ora ma sembra ormai certo che nel Lazio la malattia si sta diffondendo con notevole rapidità.

La direzione della Asl di Latina precisa inoltre che “in merito ai due casi accertati di Chikungunya, solo uno è riferibile ad un paziente di Latina. Il secondo, in effetti, riguarda un paziente trasferito da Anzio al S. M. Goretti di Latina e di cui la stampa aveva già dato notizia nei giorni scorsi”.

Il Comune di Latina, con riferimento al singolo caso registrato sul territorio, ha assicurato che nei giorni 16-17-18-19 e 20 settembre effettuerà i necessari interventi di disinfestazione.

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«Bisogna disinfestare con forza e con convinzione – ha detto il ministro Lorenzin – e anche la tempestività in questi casi, laddove si manifesta il primo caso di contagio».

Intanto negli ospedali si corre ai ripari per evitare quella che il Centro Nazionale Sangue definisce una «maxiemergenza» in seguito al blocco delle donazioni disposto nei Municipi della Capitale compresi nella Asl Roma 2. Un territorio «pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia».

Ad aiutare il Lazio arrivano le raccolte straordinarie di sangue avviate in tutte le regioni d’Italia, che già ieri hanno inviato 849 sacche. Al momento, però, il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Nei principali ospedali romani non si registrano comunque ritardi o posticipi negli interventi, mentre il Bambino Gesù sta contattando le persone che hanno donato il sangue nel periodo di massima criticità, tra fine agosto e inizio settembre, per accertamenti su eventuali sintomi del virus.

Una raccolta straordinaria è stata avviata anche dalla stessa Regione Lazio in tutte le altre Asl non colpite dal provvedimento del Centro Nazionale Sangue. Sul fronte si muove la Croce Rossa di Roma che ha messo a disposizione il numero della Sala Operativa 06.5510 per tutti i romani che abbiamo bisogno di informazioni sulla donazione del sangue.

«È importante che le raccolte straordinarie siano programmate – spiega il direttore del Centro nazionale sangue (Cns) Giancarlo Maria Liumbruno -, perché l’emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni, a seconda dell’andamento dei focolai». L’emergenza, dunque, non accenna a rientrare, ma, anzi, rischia di aggravarsi nei prossimi giorni, complice anche il peggioramento delle condizioni meteo previsto sul Lazio. «Il fatto che il primo contagio potrebbe essere avvenuto a metà luglio, che i casi sono riportati in due aree separate e che diversi casi asintomatici sono sotto indagine suggerisce che la trasmissione locale è molto efficace – scrive il Centro Europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc)-. Di conseguenza ci si aspetta di identificare nuovi casi in futuro».

L’Italia, ricorda il Centro, è stato il primo paese fuori dai tropici ad avere un’epidemia di Chikungunya autoctona nel 2007 (in Emilia Romagna), e da allora ci sono stati solo tre focolai, l’ultimo dei quali in Francia poche settimane fa. I viaggiatori europei che sono stati in Italia, raccomanda l’Ecdc, devono riferire alle autorità qualsiasi sintomo riconducibile alla malattia. Per i donatori di sangue va invece valutata la possibilità di stop o di rinvio alle donazioni per chi è stato in Italia.

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