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Vaccini, appello Anci: Evitare la caccia al certificato per i genitori

«Il 10 settembre si avvicina. E con questa data il rischio di dover mandare un intero paese a spasso a caccia di certificati. Cittadini costretti a pagare con il loro tempo le inefficienze e i ritardi di alcune pubbliche amministrazioni. Bisogna evitarlo». Così il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, con una nota lancia una nuova chiamata a ministeri e Regioni perché si stabilisca finalmente il percorso con cui applicare la legge sull’obbligo di vaccinazione ma senza scaricare i relativi oneri su famiglie e dipendenti delle scuole.

L’Anci ha prodotto uno schema di protocollo che impegna ministeri della Salute e dell’Istruzione, conferenza delle Regioni e associazione dei Comuni a una collaborazione efficace per la produzione dei certificati necessari per iscrivere i bambini a scuola. «Il nostro protocollo – segnala Decaro – affida a uno scambio di informazioni tra pubbliche amministrazioni, cioè Asl e scuole, la verifica dell’avvenuta vaccinazione. Se poi alcune Asl non sono ancora in grado di garantire questo scambio per via digitale, si può ovviare utilizzando il supporto cartaceo. Quello che non si può tollerare è che le inerzie di uffici pubblici, chiamati da tempo a condividere le informazioni, si traduca in code e disagi per i cittadini». «Il protocollo, predisposto da Anci e ora all’attenzione degli altri enti che dovranno firmarlo, mira a semplificare gli adempimenti a carico dei genitori e del personale scolastico, altrimenti chiamato a sostituirsi in una verifica, quella dei certificati, per la quale non ha competenza. Attraverso uno scambio diretto di documentazione fra le istituzioni scolastiche e le Asl, comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie. Una procedura peraltro prevista dalla legge, ma solo a partire dal 2019», conclude la nota Anci.

Il rischio è che, a causa della scarsa informazione, si scateni una “caccia al certificato” che potrebbe gravare sulle famiglie costrette a recarsi nei centri vaccinali, per fare richiesta del certificato e magari attendere o addirittura dover ritornare per il ritiro del documento.

PEDIATRI HANNO RUOLO FONDAMENTALE. Sono i pediatri di famiglia la chiave per far funzionare la legge sull’obbligo, non solo per la possibilità di fare materialmente le vaccinazioni negli studi ma anche e soprattutto per convincere i genitori dubbiosi. Lo afferma il presidente della Società Italiana Medici Pediatri (Simpe) Giuseppe Mele, secondo cui questa figura potrebbe anche entrare nelle scuole per fare opera di sensibilizzazione. La circolare pubblicata dal ministero prevede che le Asl possano “avvalersi della collaborazione operativa dei Pediatri di Libera Scelta e dei Medici di Medicina Generale”.

«Per poter centrare l’obiettivo delineato dalla legge bisogna ragionare con un’ottica che guarda tutto il sistema – commenta Mele – e il pediatra di famiglia ha un ruolo e una funzione specifica. La nostra è una vera offerta attiva di prevenzione, non c’è solo il semplice atto di vaccinare ma anche e soprattutto l’informazione e la sensibilizzazione ‘dal bassò dei genitori su questo tema». I pediatri di base potrebbero anche ‘entrarè a scuola, suggerisce Mele. «Non essendoci più la figura del medico scolastico – spiega – si è creata un’assenza di informazione in uno dei luoghi principali dove è necessaria. Per questo i presidi potrebbero chiedere la nostra collaborazione, sempre in un’ottica di sensibilizzazione delle famiglie e degli insegnanti». Secondo la circolare esplicativa saranno proprio i pediatri a certificare i casi in cui i bambini non potranno essere vaccinati, ma Mele esclude che questo porti a medici che ‘acconsentanò a esentare bambini solo perchè i genitori sono dubbiosi. «Bisogna sicuramente aumentare la cultura e la formazione dei pediatri in questo campo, ad esempio con dei corsi di vaccinologia durante la specializzazione – afferma -. Detto questo però non credo che ci sia questo pericolo, anche perchè il pediatra agisce sempre di più all’interno di aggregazioni. Sarà comunque importante monitorare e verificare gli esiti di questo coinvolgimento per capire quanto incideranno i pediatri nelle coperture vaccinali. se poi ci saranno pediatri contro la scienza esistono mezzi per intervenire».

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