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Ragazzi picchiati al lido di Latina. Le famiglie: passanti filmavano senza intervenire

Un’aggressione spietata al lido di Latina davanti a molti testimoni che non sono intervenuti ma hanno filmato con i telefonini i ragazzi mentre si picchiavano. La denuncia arriva dalle famiglie dei ragazzi aggrediti che già hanno formalizzato la querela nella stazione dei carabinieri. I fatti sono avvenuti lungomare di Latina, di fronte allo stabilimento Amarylli. Secondo la ricostruzione gli aggrediti sono due giovani del capoluogo (di 21 e 22 anni) che stavano uscendo dal locale dove erano stati fino a quel momento, con alcuni amici, ad ascoltare musica. I responsabili sarebbero dei ragazzi romani, le motivazioni dell’aggressione sono tutte da chiarire. Al’uscita del locale i ragazzi di Latina sarebbero stati insultati dai romani. Nel momento in cui i pontini hanno chiesto spiegazioni, sono state alzate le mani.

“Da rilevare – spiegano i familiari dei ragazzi aggrediti – è che mentre il pestaggio andava avanti ed alcune ragazze chiedevano aiuto a gran voce, nessuno è intervenuto né da dentro né fuori il locale, anzi diverse persone presenti non hanno perso occasione per puntare i loro cellulari e riprendere la scena. Una squallida e misera ripetizione di quanto accaduto recentemente in Spagna e costata la vita al giovane Niccolò Ciatti, anche se in questo caso, fortunatamente, le conseguenze per i due sono state,decisamente inferiori “limitandosi”, si fa per dire, a forti abrasioni su tutto il corpo, contusioni agli zigomi ed orbite oculari, al setto nasale, alla frattura di una mano. Sconcertante, poi, anche il fatto che le telecamere di sorveglianza, collocate sul posto dal Comune di Latina per la sicurezza e prevenzione del territorio, siano attualmente inutilizzate, anzi sembra non siano mai entrate in funzione”.

“Con questa denuncia – concludono le famiglie – vogliamo contribuire a rompere il muro di omertà che si è instaurato a Latina, dove abbiamo saputo, sia al mare che in città, episodi del genere non sono rari, ma non vengono quasi mai portati alla luce, e quindi è come se non fossero mai accaduti. Se vogliamo aiutare le forze dell’ordine nel loro lavoro, e rendere più tranquilla e sicura la nostra marina e la nostra Città, non possiamo far finta di nulla e continuare a nascondere la testa sotto la sabbia”.

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