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La Regione dice no al Centro di Alta Diagnostica a Latina, Coletta reagisce

«Diniego all’installazione» a Latina della nuova Pet-Rm di ultimissima generazione, uno strumento unico in Italia e secondo in Europa. La Regione non ha mai gradito la scelta di realizzare a Latina il nuovo Centro di Alta Diagnostica e ora dice no alla strumentazione più importante. Il centro, in costruzione accanto alla facoltà di Medicina (lato via Neghelli), è il frutto di un accordo tra Fondazione Roma Scienza e Ricerca, Comune, Provincia, Asl e Università.

L’ennesimo ostacolo a un iter lungo e tortuoso rischia di bloccare il progetto. E così il sindaco Coletta reagisce annunciando di aver avviato, nei giorni scorsi, “un primo confronto con la Presidente della Provincia di Latina, Eleonora Della Penna, e con il Rettore dell’Università La Sapienza di Roma, Eugenio Gaudio, finalizzato all’esame dello stato dell’iniziativa. Nel contempo il Primo cittadino di Latina ha richiesto alla Fondazione Roma Scienza e Ricerca quali azioni intenda assumere rispetto al diniego disposto dalla Regione Lazio all’installazione del Tomografo presso il Centro in realizzazione”.

Cosa è emerso? Il Comune sostiene che c’è la volontà di tutti i soggetti istituzionali di “assumere concordi iniziative tese ad assicurare e mantenere fermo il rispetto degli Atti convenzionali come sottoscritti nel 2015, sulla base dei quali nel capoluogo potrà avviarsi una struttura polifunzionale la cui tecnologia scientifica e diagnostica è di assoluta, primaria eccellenza. Per lunedì 17 luglio verranno convocate in seduta congiunta le competenti Commissioni Ambiente e Urbanistica per consentire al Consiglio Comunale di esprimersi sulla vicenda”.

COS’E’ IL CENTRO DI ALTA DIAGNOSTICA. Il centro, secondo il progetto, sarà dotato di macchinari d’avanguardia, gli unici presenti in Italia. In particolare una Risonanza Magnetica/PET che è una metodica combinata di una Risonanza Magnetica ad alto campo (3 Tesla) particolarmente indicata nella diagnostica Neuro ed in campo oncologico (malattie tumorali), e PET (diagnostica funzionale) con simultaneità e complementarietà dei rilievi diagnostici. Attualmente le linee di sviluppo clinico e sperimentale di questi macchinari  sono oggetto di trial nei vari campi di applicazione (malattie neurodegenerative cerebrali, dei tumori solidi, cerebrali, della prostata, dell’apparato genitale femminile, del fegato etc).

Esistono attualmente 30 installazioni nel mondo: 12 in Nord America (tra cui Boston, Pittsburgh, New York, Cleveland etc) 15 in Europa (tra cui Monaco di Baviera, Vienna, Londra, Copenhagen, Napoli), 7 in Estremo Oriente. Dotarsi di tale tecnologia porrebbe la città di Latina in posizione di grande rilievo nazionale e comporterebbe l’arrivo di pazienti da tutta Italia ma anche dall’Estero. Altra tecnologia presente nel centro in oggetto è una TAC multislice (128 strati) dual source particolarmente indicata nello studio cardio TC, oltrechè dei vari distretti in campo neurologico e toraco-addominale e vascolare.

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