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Don’t touch, la sentenza conferma: associazione per delinquere che comandava a Latina

Reggono le accuse al clan Di Silvio, anche in secondo grado di giudizio. L’associazione a delinquere contestata nell’inchiesta Don’t Touch esisteva, anche secondo i giudici romani della Corte d’Appello che ieri hanno sostanzialmente confermato le condanne, pur con qualche lieve riduzione.

Costantino Di Silvio, detto Cha-Cha, il leader del gruppo criminale, è stato condannato a 10 anni, solo uno in meno rispetto al primo grado. Confermata la condanna a tre anni e quattro mesi per Gianluca Tuma, altro leader del gruppo; così come quelle a quattro anni e sei mesi per Ionut Necula e a due anni e sei mesi al carabiniere Fabio Di Lorenzo.

Ruduzione da 5 a 4 anni e 6 mesi per Angelo Morelli, da 6 anni a 5 anni e 4 mesi per Davide Giordani, da 2 anni e 2 mesi a un 1 e 3 mesi per Alejandro Bortolin, da 3 a 2 anni per Riccardo Pasini. L’unica assoluzione riguarda Aleksander Prendi che in primo grado era stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione.

Confermato di fatto l’insieme delle accuse mosse dai pm Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro, anche se occorrerà attendere le motivazioni dei giudici per ricostruire esattamente il contesto e le attività del clan criminale che per anni ha terrorizzato Latina.

Il 24 giugno dello scorso anno il tribunale di Latina aveva emesso per per complessivi 41 anni di carcere.

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