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Omicidio Piccolino, condanna ridotta a 17 anni

Lieve riduzione della condanna in appello per Michele Rossi, l’imprenditore sotto processo perché accusato di avere ucciso l’avvocato e blogger antimafia Mario Piccolino, freddato nel suo studio di Formia nel maggio 2015.

Diciassette anni e otto mesi di reclusione sono stati inflitti all’uomo dalla prima sezione bis della Corte d’assise d’appello di Roma, i cui giudici hanno riformato la sentenza di condanna a venti anni pronunciata nell’aprile dello scorso anno dal gup di Cassino a conclusione del processo col rito abbreviato. La lieve riduzione della condanna (16 anni per l’omicidio e un anno e otto mesi per il possesso di armi) è motivata con l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi originariamente contestata.

Era il 29 maggio 2015 quando l’avvocato Piccolino, noto nel sud pontino per le sue battaglie contro l’illegalità, fu trovato nel suo studio di Formia, freddato con un colpo di pistola alla testa. Il killer entrò nello studio dicendo di avere un appuntamento; una volta all’interno, però, puntò la pistola ed esplose il colpo mortale. Inizialmente, gli investigatori privilegiarono la pista di un omicidio per vendetta o di una ritorsione della malavita (qualche anno prima, infatti, l’avvocato era stato aggredito, sempre nel suo studio, colpito con un cric sul volto; e in un’altra occasione davanti casa trovò teste mozzate e viscere di pesce).

Qualche giorno dopo, la Polizia arrestò Michele Rossi, originario di Cellole (Caserta), individuato grazie alla descrizione sommaria fornita di un testimone presente nello studio al momento dell’omicidio, e grazie all’esame delle immagini di videocamere di sorveglianza presenti nella zona. L’uomo confessò. All’origine del delitto, per gli investigatori, ci sarebbe stata una causa civile per una grotta trasformata in abitazione sull’isola di Ventotene, vinta dalla vittima per conto dei suoi clienti e persa dall’omicida.

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