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Latina si prepara al Gay Pride del 24 giugno in viale Italia

Latina scalda i motori per il “Lazio Pride” previsto per il 24 giugno in viale Italia. E intanto prende il via domani da Arezzo l’Onda Pride, la grande stagione dell’orgoglio lesbico, gay, bisessuale e transgender organizzata da Arcigay in rete con le altre associazioni del movimento lgbt. Ventiquattro i cortei che quest’anno attraverseranno lo Stivale, tre in più rispetto allo scorso anno e con alcune novità importanti, come ad esempio il primo Pride in Basilicata. Apre la stagione il corteo del Toscana Pride, che dopo il successo del 2016 a Firenze, quest’anno sfila per la prima volta ad Arezzo: appuntamento domani, 27 maggio alle ore 15 in piazza della Libertà.

Le altre tappe saranno Latina (24 giugno), Reggio Emilia, Udine, Roma, Pavia, Brescia, Torino, Varese, Perugia, Catania, Milano, Napoli, Bologna, Genova, Palermo. Cosenza, Bari, Sassari, Alba, Siracusa, Rimini e infine Gallipoli, che chiuderà l’onda il 19 agosto.

RACCOLTA FONDI PER LATINA. E’ partita la racconta fondi tramite la piattaforma “Buonacausa.org” per sostenere il Lazio Pride, l’evento a favore dei diritti civili per le persone gay, lesbiche, bisex e trans che si terrà a Latina sabato 24 giugno. La manifestazione – giunta alla seconda edizione – vede come primo promotore il cantautore pontino Tiziano Ferro. E’ stato proprio lui, alcuni giorni fa, a lanciare la notizia e ad accendere i riflettori sul territorio pontino.

“Vogliamo rendere Latina “la città del futuro”, con il supporto di tutto il Lazio e di tutte le province: da Roma a Viterbo, da Rieti a Frosinone. – Commentano gli organizzatori lanciando un appello all’intera società civile – il Lazio Pride si pone l’obiettivo di essere un punto di riferimento nella comunità LGBTI mostrandosi come un grande evento per Latina, per il Lazio ed esempio per tutta l’Italia.

Perché abbiamo bisogno di fondi? Spiegano: “Una manifestazione così importante ha necessità di sostenersi per riuscire al meglio. L’intera organizzazione si basa, infatti, sul volontariato. Sono tanti i costi tecnici che dovremo sostenere: il service per il montaggio palco, autorizzazioni per la SIAE, ambulanze e sicurezza, location e stand, autobus dalle altre città per poter partecipare e molto altro. Per questo abbiamo bisogno di te. Perché anche tu sei il Lazio Pride, e puoi lottare per i tuoi diritti adesso. Aiutaci”.

La campagna di crowfunding è partita, si può aderire attraverso il link: buonacausa.org/cause/latina-lazio-pride-2017

Gli organizzatori nel frattempo sono al lavoro per definire il programma della manifestazione: sarà un evento per i diritti civili che quest’anno approderà in centro e che – come è già accaduto l’anno scorso – prevede dibattiti, performance artistiche e tanto altro. Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Azione Trans, Gay Center e SeiComeSei. I portavoce sono: Marilù Nogarotto (SeiComeSei), Fabrizio Marrazzo (Gay Center), Aurora Marchetti (Azione Trans)

«È il momento di tornare nelle strade – commenta Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay – di ribadire il nostro orgoglio. Il Pride, pur avendo una tradizione di molti anni nel nostro Paese, non perde mai di forza e di necessità. Basta leggere le notizie che arrivano sui preparativi: polemiche, contromanifestazioni, processioni riparatorie. E contemporaneamente da Paesi più o meno lontani arriva il racconto di persone lgbt perseguitate, recluse, torturate, uccise».

Piazzoni sottolinea che il Pride è anche «lotta»: per la piena uguaglianza tra tutte e tutti, per il matrimonio ugualitario e per il riconoscimento di tutte le forme di famiglia. Per il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali e per una politica sulla genitorialità che metta finalmente al centro i diritti dei bambini e delle bambine, al sicuro dalle scorribande ideologiche degli adulti. Lotta per il contrasto all’omotransfobia e a tutte le forme di violenza che attraversano la nostra quotidianità. Lotta per il diritto alla salute, al lavoro, al welfare, all’educazione, all’accoglienza, senza stigma o discriminazioni, nel rispetto della dignità di tutte e tutti« conclude Piazzoni.

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