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VIDEO Appalti truccati e voto di scambio a Ventotene: 5 arresti, c’è anche l’ex sindaco


Terremoto giudiziario a Ventotene dove la Guardia di Finanza sta eseguendo ordinanze di arresto emesse dal gip di Cassino Salvatore Scalera su richiesta del pm Roberto Bulgarini. L’ipotesi: associazione per delinquere per appalti pilotati e voto di scambio. Le cinque ordinanze di custodia cautelare riguardano, in particolare, i reati di turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, truffa aggravata, per l’erogazione di pubbliche forniture e abuso d’ufficio finalizzato alla realizzazione del «cosiddetto voto di scambio.

Tredici gli indagati. Per cinque di loro – l’ex sindaco Giuseppe Assenso,  l’ex assessore all’Ambiente Daniele Coraggio, l’ex capo dell’area tecnica del comune pontino Pasquale Romano e due imprenditori, Claudio Santomauro e Antonio Langella, sono scattati gli arresti domiciliari.

Le persone finite nel registro degli indagati sono 13, compresi gli arrestati, e dovranno rispondere delle accuse di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa aggravata ed abuso di ufficio. Le indagini hanno permesso alle Fiamme Gialle dell’isola di risalire a quella che gli stessi investigatori definiscono un’associazione a delinquere basata sul «voto di scambio».

Le misure, emesse dal gip del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera su richiesta del sostituto procuratore Roberto Bulgarini, hanno riguardato l’analisi documentale di numerose procedure ad evidenza pubblica attuate dal comune tra il 2011 ed il 2016, quando alla guida della città c’era il sindaco Giuseppe Assenso, eletto nelle liste del Pd. Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, politici ed imprenditori avevano stretto una sorta di patto, basato sulla promessa di voti, per l’assegnazione di opere e servizi a società «amiche» attraverso gare con procedura negoziata. Le imprese risultavano fittiziamente invitate per garantire la scelta precedentemente operata in favore di un determinato imprenditore vicino all’organizzazione.

L’attività investigativa hanno riguardato, in particolare, un insieme di gare indette nell’area del porto nuovo di Ventotene che hanno visto la realizzazione di opere nonché l’affidamento di servizi legati al turismo, risorsa economica significativa dell’isola. È stato appurato, infine, che l’associazione a delinquere continuava ad operare nonostante fosse ormai nota la posizione di indagati nel procedimento penale che aveva visto l’allora Capo Area 3 Tecnica del Comune di Ventotene destinatario di misura di interdizione dai pubblici uffici, pianificando, comunque, «procedure pubbliche da realizzare per l’estate 2016 a vantaggio dei soggetti sodali compiacenti».

 

IL COMUNICATO INTEGRALE. “L’attività investigativa – si legge in una nota della Guardia di Finanza – svolta dai militari della Brigata della Guardia di Finanza di Ventotene ha permesso di far emergere la sussistenza, sull’isola, di una vera e propria associazione a delinquere dedita alla commissione dei reati di turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, truffa aggravata, per l’erogazione di pubbliche forniture ed abuso d’ufficio finalizzato alla realizzazione del cosiddetto “voto di scambio”. Le misure, giunte a conclusione di una complessa attività di indagine condotta dalle Fiamme Gialle pontine, hanno riguardato l’analisi documentale di più procedure ad evidenza pubblica, attuate dal Comune di Ventotene nel periodo tra il 2011 ed il 2016, nei confronti di diversi soggetti. Le operazioni di polizia giudiziaria – continua la Finanza – hanno permesso di far emergere un’organizzazione di politici e imprenditori che aveva ideato un sistema illecito che prevedeva l’affidamento, ad aziende “preselezionate”, di opere e servizi mediante gare, promosse con il metodo della procedura negoziata, indette solo da un punto di vista documentale, in quanto le imprese risultavano fittiziamente invitate al fine di garantire la scelta precedentemente operata a favore di un determinato imprenditore.

Le indagini hanno inoltre permesso di appurare che, nel caso di gare caratterizzate dall’affidamento di servizi, l’allora funzionario incaricato si premuniva, pur di garantire l’impresa affidataria “amica”, di non procedere alla stipula di alcun contratto né, tantomeno, assicurare alla stazione appaltante gli introiti offerti per l’aggiudicazione, arrecando, in tal modo, anche un danno erariale all’ente pubblico. Le procedure investigate hanno riguardato un insieme di gare indette nell’area del porto nuovo di Ventotene che hanno visto la realizzazione di opere nonché l’affidamento di servizi legati al turismo, risorsa economica significativa dell’isola. Nell’ambito dello stesso contesto associativo delittuoso, è per di più emerso il ricorso al fenomeno del c.d. “voto di scambio”, al fine di agevolare nelle competizioni elettorali gli allora esponenti politici compiacenti.

Questi ultimi, quale contropartita, avrebbero dovuto garantire l’aggiudicazione, agli imprenditori loro associati, di gare pubbliche relative a servizi di fornitura connessi al turismo sull’isola. Peraltro, le indagini dei Finanzieri di Ventotene hanno fatto rilevare, con diversi riscontri documentali, come l’associazione a delinquere abbia continuato ad operare nonostante fosse ormai nota la posizione di indagati nel medesimo procedimento penale che aveva visto l’allora Capo Area 3 Tecnica del Comune di Ventotene destinatario di misura di interdizione dai pubblici uffici, pianificando, comunque, procedure pubbliche da realizzare per l’estate 2016 a vantaggio dei soggetti sodali compiacenti.

Gli indagati coinvolti nell’indagine sono in totale 13, ritenuti tutti responsabili delle ipotesi di reato previste e punite dagli articoli 353 bis c.p. (turbata libertà del procedimento di scelta del contraente); 479 c.p. (falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici); 640 bis c.p. (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche) e 323 c.p. (abuso di ufficio); inoltre, per 5 di loro: l’ex Sindaco, l’ex Assessore, l’ex Capo Area Tecnica del Comune e 2 imprenditori, ideatori e promotori dell’associazione delittuosa, è stata disposta la misura detentiva degli arresti domiciliari”.

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