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Blue Whale può diventare un’esca per pedofili?

Il rischio c’è, inutile negarlo. La psicosi generata dal ciclone “Blue Whale” potrebbe diventare un assist per i pedofili. I bambini e gli adolescenti sono curiosi, sentono i genitori parlare della “Balena Blu”, ma anche i compagni, la Tv, gli insegnanti, la radio. E così potrebbero essere attratti dal quel “gioco” di cui tutti parlano. Eccola qui l‘esca pronta per essere utilizzata da malintenzionati che forse nulla hanno a che vedere con quella follia diffusa in Russia. A loro nulla interessa del Blue Whale, a loro interessa entrare in contatto con bambini e adolescenti, avere i numeri dei cellulari, i contatti sui social network, per poi creare occasioni di incontro reale.

Gli investigatori sono ben consapevoli di questo rischio e sicuramente stanno lavorando anche in questa direzione: contrastare la diffusione del “gioco” per contrastare le possibilità di adescamento con altri obiettivi.

Superata l’ondata di pseudo-esperti che urlavano alla “bufala” senza alcun elemento , ora tutti hanno capito che il problema c’è, ma non è solo un problema di “gioco mortale” sulla cui consistenza si può discutere. E’ un problema di comunicazione, sottomissione psicologica, coercizione e violenza. E soprattutto è un problema di cui bisogna parlare, ma senza allarmismi. Oggi si chiama “Blue Whale”, domani potrebbe chiamarsi in qualsiasi altro modo.

Cambia la forma, ma non la sostanza. E neppure il pericolo.

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