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Latina, convegno della Cgil sulla criminalità dal volto pulito

«Tutta un’altra Italia» è l’incontro di quest’oggi a Latina, organizzato dalla Cgil, con cui si vuole insistere sul tema della legalità e della lotta alle criminalità organizzate, in un territorio fortemente infiltrato. Un’altra tappa del presidio che le forze politiche e sociali dei vari territori mettono in campo. Queste rappresentano l’alleato più forte delle Istituzioni per contrastare un fenomeno tanto odioso». Così in una nota Rosa Giancola, Consigliere Regionale di Mdp, presente all’incontro.

“Voglio porre l’accento sul ruolo che devono avere le Istituzioni – spiega Giancola – nel tenere alta l’attenzione lì dove la criminalità trova terreno per agire; una criminalità dal volto pulito, in giacca e cravatta, che infetta il tessuto economico e produttivo, facendo leva sulla crisi epocale che stiamo vivendo. Lasciare da soli i cittadini, commercianti, operatori sociali, piccoli imprenditori, sarebbe un crimine ancora più grave perché avrebbe come effetto quello di alimentare in modo inconsapevole certi sistemi economici e dimostrerebbe che dove c’è depressione e crisi l’unica risposta può venire dalle mafie. Noi non ci stiamo e come Regione Lazio stiamo facendo tutto il possibile, non solo sul piano strutturale e di supporto, ma anche dal punto di vista culturale. Penso, solo per fare un esempio, ai provvedimenti adottati per contrastare il caporalato e l’usura. Il vento è cambiato, la democrazia e lo stato di diritto sono preziose risorse di tutti i cittadini e la credibilità della politica e delle Istituzioni l’elemento fiduciario imprescindibile, per creare quella sinergia necessaria a vincere questa enorme sfida”.

«C’è chi non vuole dimenticare Falcone»: è stato ribadito con forza stamane, pur riconoscendo il rischio che si sta correndo a 25 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio, nel corso del convegno «Legalità: tutta un’altra Italia» che si è svolto alla facoltà di Economia a Latina, presenti il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il deputato Pd Davide Mattiello della Commissione parlamentare antimafia, il sociologo Marco Omizzolo, il segretario nazionale della Flai Giovanni Minnini, Giuseppe Massafra, della segreteria nazionale della Cgil, il questore Giuseppe De Matteis. «Onorare quelle memorie – ha detto Mattiello – significa per esempio compiere l’iter parlamentare del nuovo Codice Antimafia, la cui importanza è stata ribadita anche dai responsabili della CGIL.

Pio La torre, Chinnici e Falcone ci hanno insegnato la centralità delle confische patrimoniali di prevenzione oltre a quelli penali al fine di contrastare l’espansione dei sodalizi mafiosi. Come possiamo pretendere con autorevolezza che l’Europa faccia proprio questo modello se non riusciamo a farlo funzionare in Italia? Rischiamo di non essere credibili. Perché il problema non è tanto il sequestro, quanto le fasi successive e soprattutto il reimpiego della ricchezza confiscata, prova finale del riscatto reale che lo Stato ottiene contro le mafie. Mafie che sono sempre più internazionali e finanziarie ed ecco perché abbiamo bisogno dell’Europa: non possiamo perdere altro tempo».

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