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Operazione Tiberio, inizia il processo ad Armando Cusani

Inizia domani, 16 maggio, il processo per l’inchiesta Tiberio. Davanti al secondo collegio penale del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Francesco Valentini, compariranno, Armando Cusani, sindaco di Sperlonga; Isidoro Masi, funzionario della Provincia e responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Sperlonga; Nicola Volpe, consigliere comunale di Prossedi; Gian Pietro De Biaggio di Latina responsabile ufficio tecnico del Comune di Prossedi e funzionario del Comune di Cisterna; Antonio Avellino, dipendente di una ditta di Nettuno; Domenico D’Achille, responsabile del settore Lavori Pubblici del Comune di Priverno; Andrea Fabrizio, imprenditore di Fondi; Massimo Pacini, ex responsabile Ufficio tecnico del Comune di Sperlonga, oggi del settore Ambiente. Dal processo sono esclusi Mauro Ferrazzano, tornato in libertà e in attesa del processo con patteggiamento, e Alessandra Bianchi, anche lei libera con la sola interdizione dalle cariche societarie per un anno.

L’udienza si svolgerà con la costituzione delle parti, poi saranno valutate le liste dei testimoni e forse si procederà anche alla discussione delle eccezioni preliminari. I testimoni indicati dal pm De Luca sono 13 mentre la lista dei testi della difesa di Cusani conta circa 90 nomi.

LE ACCUSE. A Cusani (detenuto in carcere da 4 mesi) si contesta il reato di corruzione, in relazione al mancato ripristino dei luoghi dopo l’accertamento dell’ampliamento abusivo dell’Hotel Grotte di Tiberio di Sperlonga, di sua proprietà, abuso sancito tra l’altro da una sentenza di condanna del 2014 emessa dalla Corte d’Appello di Roma. L’indagine prende avvio proprio da qui. Le verifiche dei carabinieri della stazione di Sperlonga avevano consentito di accertare l’inerzia dei responsabili dell’ufficio tecnico del Comune nell’avvio della procedura di ripristino dei luoghi per l’abuso dell’albergo in riva al mare. Secondo gli investigatori, Cusani, pur non ricoprendo in quel periodo la carica di sindaco, aveva una certa influenza sull’amministrazione. Nelle carte dell’inchiesta è infatti contestata la corruzione di due responsabili dell’ufficio tecnico. Nel corso delle indagini sarebbe emersa l’esistenza di un cartello di imprese locali che pilotava appalti di media e piccola estensione riuscendo ad accordarsi sulla scelta del vincitore, con la compiacenza di tecnici e funzionari dei Comuni.

LE GARE D’APPALTO TRUCCATE. La più importante è quella relativa alla riqualificazione del complesso archeologico di Villa Prato, a Sperlonga, per un importo complessivo di 700mila euro. Poi, la ristrutturazione dell’edificio comunale di Prossedi (230mila euro); l’affidamento della pulizia delle strade extraurbane di Priverno (40mila euro); i lavori di restauro dell’istituto scolastico Don Andrea Santoro di Priverno (35mila euro). Del cartello di imprese faceva parte – secondo l’accusa – anche Alessandra Bianchi, 58 anni, imprenditrice di Anzio, tornata in libertà, che come ricompensa per aver accettato di «perdere» una gara, aveva ottenuto un finanziamento per la sua campagna elettorale come candidata al Consiglio comunale di Roma. Un tecnico del Comune di Sperlonga invece, come contropartita per aver indirizzato l’affidamento dei lavori del complesso archeologico di Villa Prato, avrebbe ottenuto come compenso la progettazione di un lavoro da svolgere a Tivoli per 30mila euro.

CHI E’. Armando Cusani, sindaco di Sperlonga per la terza volta, fu eletto Presidente della Provincia di Latina nel 2004, raccogliendo il 58,2% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrodestra. Fu poi riconfermato Presidente della Provincia nel 2009 con il 56,29%. Per una condanna penale fu poi sospeso dalle funzioni, per effetto della Legge Severino.

GLI ABUSI IN HOTEL. Tra i casi giudiziari nel quale è rimasto coinvolto Armando Cusani, c’è quello degli abusi nel suo hotel di Sperlonga, “Grotta di Tiberio”. Nel settembre 2015 la Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne dell’ex presidente della provincia e del suocero Erasmo Chinappi. Confermata la sentenza della Corte d’Appello: condanna a un anno e tre mesi per abuso edilizio. L’abuso d’ufficio era già caduto in prescrizione. In primo grado la sentenza fu emessa dal collegio penale presieduto da Lucia Aielli. Gli abusi riguardavano un muro di recinzione, un locale destinato all’impianto di depurazione della piscina, due magazzini e una veranda. Resta pendente un secondo processo per lottizzazione abusiva.

SOSPENSIONE DOPO LA CONDANNA. Nel novembre 2013 Armando Cusani fu sospeso dal Prefetto di Latina di allora, Antonio D’Acunto, che applicò la legge Severino in seguito alla condanna a un anno e otto mesi inflitta in primo grado dal Tribunale di Latina per abuso d’ufficio. La sospensione fu uno dei primi casi di applicazione della legge Severino, riguardò sia l’incarico di presidente della Provincia sia quello di consigliere comunale di Sperlonga. Cusani era stato condannato a un anno e 8 mesi con sospensione della pena per abuso d’ufficio. Il caso riguardava la rimozione del comandante dei vigili urbani di Sperlonga nel 2003, quando Cusani era sindaco del comune del sud pontino.

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