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Pomezia, il divieto per le derrate alimentari è nel raggio di 5 km

Il divieto di approvvigionamento delle derrate alimentari è nel raggio di 5 km dalla EcoX e non 50 km come annunciato ieri. Lo precisa il Comune di Roma:  «Relativamente alla comunicazione del Dipartimento Scuola del Comune di Roma Capitale inviata ad una serie di aziende impegnate nel servizio di ristorazione scolastica lo scorso 8 maggio, a seguito dell’ordinanza restrittiva del giorno 7 maggio del Comune di Pomezia, si sottolinea che il “divieto immediato di approvvigionamento” delle derrate alimentari è stato ridotto dalla stessa amministrazione di Pomezia da 50 km a 5 km dal luogo dell’incendio nello stabilimento della Eco-X sulla Pontina. Tale misura, così come quella precedente, va intesa fino a nuova disposizione».

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE. C’era amianto nello stabilimento della Eco X di Pomezia andato a fuoco venerdì scorso. La conferma dalla procura di Velletri che indaga per incendio colposo. «La Asl ha rilevato la presenza di amianto sul materiale campionato», fa sapere con un comunicato il procuratore Francesco Prete. Non si sa al momento «l’entità di tale sostanza nociva e, di conseguenza, il grado di inquinamento eventualmente generato dal cemento amianto» nella copertura del sito di stoccaggio sulla Pontina, a sud di Roma. La Asl ha compiuto le prime analisi su frammenti di lastre ondulate della copertura interna ed esterna. Per venerdì sono annunciati dati più significativi. E in base alle risultanze la Procura potrebbe decidere di procedere per disastro ambientale.

«L’Arpa (Agenzia regionale protezione ambientale, ndr) sta svolgendo verifiche sulla presenza nell’aria di particolato, di diossina e di idrocarburi – dice ancora la procura di Velletri -. Sono pertanto in evoluzione i piani di monitoraggio di Asl e di Arpa al fine di valutare l’impatto delle emissioni nell’aria e sul suolo». «A noi risulta che il 90 per cento del materiale stoccato fossero imballaggi: carta, legno e plastica – dice il direttore generale dell’Arpa Lazio Marco Lupo -. Una verifica puntuale però si farà quando si potrà accedere nei luoghi e verificare la presenza di materiali anche diversi».

Il timore è che ci fossero anche rifiuti speciali o tossici «Ci sono dei fenomeni di combustione nella massa dei rifiuti che sono più lenti a cessare del tutto – ha aggiunto Lupo – Poi i vigili del fuoco ci diranno quando accedere in sicurezza ai luoghi». Intanto i vigili del fuoco hanno spento definitivamente l’incendio, secondo il Comune di Pomezia, che domani riaprirà le scuole dopo la pulizia degli edifici e delle strade. Il sindaco Fabio Fucci (M5) sostiene che «bisogna approfondire sulla proprietà dell’azienda e gli eventuali collegamenti che possono esserci con la criminalità». «Temo i risvolti di cui le cronache sono pieni, ovvero incendi di rifiuti con la criminalità che fa i soldi come può e poi si disfa di tutto».

Ipotesi rogo doloso, insomma. Fucci ammette di aver pensato a un legame con l’attentato incendiario a una sede del Comune il 27 aprile. Sulla presenza di amianto é polemica tra la Regione e il M5S. «La procura di Velletri ha confermato quello che si vedeva anche con una normale ricerca su google maps, e cioè che il tetto della EcoX conteneva amianto – dicono i parlamentari pentastellati delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato -. Solo Zingaretti e la sua giunta hanno provato a minimizzare. Chiediamo che riferisca subito: vogliamo conoscere i dati in suo possesso, dove è stata monitorata l’aria e quando». Una riunione per far il punto della situazione si è svolta ieri all’assessorato all’Ambiente della Regione, presenti tra gli altri l’assessore Mauro Buschini e il sindaco di Pomezia Fucci. Un question time alla Camera sull’incendio e i rischi per la salute e l’ambiente si svolgerà oggi, chiesto da Sinistra italiana: il governo risponderà in Aula.

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