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Incendio a Pomezia, confermata presenza di amianto. Osservatorio invita all’uso delle mascherine

«Oggi lo possiamo confermare, l’Asl ci ha comunicato gli esiti di alcune analisi fatte sui frammenti delle lastre di copertura del capannone e ha confermato la presenza di amianto». Lo ha detto a SkyTg24 il procuratore di Velletri, Francesco Prete. «Questo non ci consente ancora di stabilire quanta sia la contaminazione dell’ambiente – ha aggiunto – ma sicuramente possiamo dire oggi con certezza che l’amianto è presente su queste lastre di copertura del capannone».

«La nostra attenzione è molto orientata – ha aggiunto il procuratore – sulla contaminazione, per il momento eventuale, dell’ambiente. È evidente che il nostro interesse è accertare un eventuale reato ambientale. Non necessariamente il disastro ambientale – ha precisato Prete – perchè la normativa prevede una fattispecie di reato meno grave che è l’inquinamento ambientale e poi quella particolarmente grave che è il disastro. Valuteremo all’esito delle analisi che verranno completate venerdì mattina la sussistenza dell’una o dell’altra fattispecie».

DIVIETO DI CONSUMO DERRATE ALIMENTARI. «Divieto immediato di approvvigionamento delle derrate alimentari provenienti da un raggio di 50 km» dal luogo dell’incendio «fino a nuova disposizione». Con questa comunicazione urgente – secondo l’Ansa –  il dipartimento servizi educativi e scolastici di Roma Capitale informa in una nota protocollata lo scorso 8 maggio le imprese di ristorazione in appalto e in autogestione della disposizione «in via precauzionale» a seguito dell’incendio presso lo stabilimento Eco-X di Pomezia.

CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO. Consiglio comunale straordinario giovedì prossimo 11 maggio a Pomezia a partire dalle 9.30. All’ordine del giorno del consiglio in adunanza pubblica straordinaria la relazione del sindaco Fabio Fucci «in ordine ai fatti inerenti e conseguenti l’incendio avvenuto in data 5 maggio 2017 presso le strutture della società Eco-X di via Pontina Vecchia».

OSSERVATORIO AMIANTO: USATE LE MASCHERE. «Il problema non è soltanto l’amianto, ma anche la diossina e altri agenti cancerogeni. Abbiamo diramato un bollettino che invita all’uso di maschere FFP3 apposite per evitare il rischio di inalazione di polveri, invitiamo chi abita nei dintorni ad usarle. Come osservatorio nazionale amianto ci costituiremo parte civile per chiedere il risarcimento danni per i cittadini. Le istituzioni a tutt’oggi non hanno allestito un’unità di crisi che possa fornire assistenza a chi ha subito malori e ha necessità di chiedere chiarimenti. La Asl avrebbe dovuto rendere pubblici i livelli di contaminazione invece abbiamo notizie frammentarie, scarne, quindi nel dubbio conviene applicare tutte le misure di sicurezza. Per Pomezia c’è una responsabilità dello Stato e delle istituzioni, che non sono state in grado di prevenire questo disastro. Nello stabilimento non c’era servizio antincendio e doveva essere rimosso l’amianto. Si tende a minimizzare ma fra 30 anni vedremo gli effetti di questo incidente. Dovevano essere applicate misure più cogenti e distribuite maschere per evitare rischi di mesotelioma». Così, lo riferisce una nota, l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

CGIL: OGNUNO SI ASSUMA PROPRIE RESPONSABILITA’. «Un’azienda ad alto rischio ambientale come la Eco X andava necessariamente monitorata per prevenire quanto è accaduto. La possibile esposizione all’amianto peggiora ulteriormente il bilancio di un episodio che si sarebbe potuto evitare. Ora ognuno si assuma le proprie responsabilità». Così i dirigenti della Cgil nazionale Claudio Iannilli, responsabile Politiche amianto, e Domenico Di Martino, dell’Area Sviluppo e territorio. «Dalle prime rilevazioni sul luogo dell’incendio – proseguono – è emersa la presenza di materiali ad alto tasso di pericolosità e inquinamento che non sarebbero dovuti essere in quel magazzino, come amianto e pellicole di cellulosa, per lo smaltimento dei quali la legge prevede l’obbligo di tracciabilità. Lo stoccaggio veniva eseguito in maniera confusa e senza rispettare le norme». Per Iannilli e Di Martino questa vicenda «dimostra ancora una volta quanto sia necessaria e non più rinviabile una politica di rimozione dell’amianto nel nostro Paese» e «rende ancora più forti le nostre rivendicazioni sul piano nazionale amianto». «Nella zona di Pomezia, così come in gran parte del territorio nazionale – continuano – l’amianto è usato non solo come copertura per i capannoni industriali, ma negli edifici pubblici e nelle scuole. Sarebbe quindi opportuno che l’amministrazione si preoccupasse, oltre che dell’emergenza, di avviare un censimento per capire lo stato dell’esistente». Secondo i dirigenti sindacali «non ci si può limitare a manifestare sgomento, occorre che ognuno si assuma le proprie responsabilità: chi doveva controllare e non ha controllato, chi doveva sapere e non ha voluto sapere, chi doveva intervenire per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini e dei lavoratori». «La Cgil – concludono Iannilli e Di Martino – avvierà sul quel territorio una riflessione, chiamando in causa tutti i soggetti coinvolti».

 

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