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Karin Proia presenta il suo primo film: Anche io sono di Latina e da piccola sognavo Roma

«E’ un film che un po’ mi racconta. Anch’io sono di Latina come la famiglia di Francesco e anche a me a Roma non mi portavano mai». Karin Proia parla della sua opera prima, il film che firma da regista, “Una gita a Roma”, che racconta la storia di  un ragazzino spinto dall’arte a fuggire dai genitori per visitare la Cappella Sistina. Il film sarà in sala dal 4 maggio, prodotto e distribuito da C’è.

Nel film c’è un nome illustre: Claudia Cardinale. «Del film di Karin Proia – racconta – mi è piaciuto subito il copione. Adoro poi lavorare con i bimbi, sono stupendi. E il mio personaggio, Marguerite, è poi un pò pazzo come me». In “Una gita a Roma”, autoprodotto dall’attrice di Latina che lo definisce a ‘love budget’, troviamo appunto la Proia, sposata con Giacomo (Raffaele Buranelli, suo marito anche nella vita) che assiste disperata all’inaspettata fuga nella Capitale dei suoi due figli giovanissimi, Francesco (Libero Natoli) e Maria (Tea Buranelli, figlia della regista). Qui i due ragazzini incontrano, proprio come nelle avventure di Pinocchio, tanti personaggi che faranno diventare questa fuga una vera e propria favola a lieto fine. Le musiche sono di Nicola Piovani.

Tra gli incontri di Francesco e Maria, anche la coppia di due fratelli, quasi il loro doppio da anziani, composta da Claudia Cardinale e Philippe Leroy. Quest’ultimo in conferenza stampa a Roma, sottolinea: «Sono stato orgoglioso di partecipare a un lavoro che ci fa seguire il viaggio di due bambini alla ricerca dell’arte. E questo in un mondo di degrado e violenza come quello di oggi e con una grande carenza intellettuale. “Una gita a Roma” sarebbe da proiettare nelle scuole».

Spiega infine Karin Proia: «È sicuramente un film “love cost”, fatto con grande risparmio e rinunce. Un pò mi racconta anche. Anch’io sono di Latina come la famiglia di Francesco e anche a me a Roma non mi portavano mai. Sì – ammette – è una favola quella che volevo raccontare, mettere insieme elementi naturalistici e fiaba». Nel cast del film anche Chiara Conti, Raffaele Buranelli, Silvana Bosi, Giovanni Lombardo Radice, Pietro De Silva, Carlo Luca De Ruggieri, Roberta Fiorentini, Stefano Ambrogi, Helmut Hagen, Mauro Mandolini, Lucia Batassa, Massimiliano Vado, Massimiliano Frateschi, Matteo Micheli, Pino Borselli, Davide Merlini e Phil Palmer.

 

 

Attrice di cinema, televisione e teatro, Karin Proia è stata, tanto tempo fa, una delle ragazzine di Non è la Rai, trasmissione inventata da quel Gianni Boncompagni scomparso pochi giorni fa: “Mi è dispiaciuto apprendere la notizia della morte di Gianni. Ho partecipato a Non è la Rai per soli 20 giorni, ero giovanissima, ci sono finita per caso. Il programma non era esattamente nelle mie corde. Ho un ottimo ricordo di Boncompagni, era una persona seria e intelligente”.

CHI E’. Cresciuta a Latina, Karin Proia inizia a lavorare come modella a 17 anni, per poi partecipare, anche cantando e ballando, a trasmissioni televisive come Non è la RAI, Bulli & pupe, Numero Uno (condotta da Pippo Baudo), Scommettiamo che… e Il grande gioco dell’oca. Consegue la maturità artistica con specializzazione in ceramica all’Istituto Statale d’Arte “Juana Romani” di Velletri. Si iscrive al DAMS de La Sapienza. Nel 2006 frequenta un corso di montaggio. Ha studiato musica diplomandosi al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone, suona il pianoforte. Nel 1995 debutta in teatro nella tragedia di Arthur Miller, Uno sguardo dal ponte[2], regia di Teodoro Cassano (replicata per quattro anni e realizzata anche per la TV), dove interpreta Catherine, innocente causa della passione dello zio Eddie Carbone, interpretato da Michele Placido. Recita in alcuni film, tra i quali: Cinque giorni di tempesta (1996), regia di Francesco Calogero e Terra Bruciata (1999), per la regia di Fabio Segatori. Per la televisione lavora, come protagonista, in numerose fiction, tra cui: La vita che verrà (1999), regia di Pasquale Pozzessere, Lui e lei 2 (1999), regia di Luciano Manuzzi ed Elisabetta Lodoli, Vola Sciusciù (2000), film tv, diretto da Joseph Sargent, Crociati (2001), regia di Dominique Othenin-Girard, Lo zio d’America (2002), regia di Rossella Izzo, Vite a perdere (2004) diretto da Paolo Bianchini, Boris 2 (2008), Area paradiso regia di Diego Abatantuono e Armando Trivellini (2010).

È stata testimonial di diverse campagne pubblicitarie in Italia e all’estero, fra cui una del 2005, in cui passeggiava sotto il sole e diceva la frase, diventata un tormentone, “Antò, fa caldo”. Torna in teatro nel 2005 con Prova a chiamarmi di Hal Salwen, regia di Pino Quartullo e nel 2006 in Liolà di Luigi Pirandello, dove interpreta il ruolo di Tuzza, regia di Gigi Proietti. Dal 2008 al 2010 è tra i protagonisti della serie televisiva Boris.

Nel 2008 realizza anche la sua prima regia, un cortometraggio da lei scritto dal titolo Farfallina, proiettato e premiato in vari festival in Italia e all’estero e per il quale nel 2009 l’interprete principale Emanuela Aurizi vince al Valdarno Cinema Fedic di San Giovanni Valdarno il premio per la migliore interpretazione. Nel 2012 è in onda nel tv-movie Area Paradiso, regia di Diego Abatantuono e Armando Trivellini, ne Walter Chiari – Fino all’ultima risata, regia di Enzo Monteleone e nella serie Le tre rose di Eva regia di Raffaele Mertes e Vincenzo Verdecchi.

Nel 2013 gira anche la sit-com per Raidue Ombrelloni e il film italo-tedesco La mia bella famiglia italiana per la regia di Olaf Kreinsen. Su Canale 5 compare in tutte e tre le serie di Le tre rose di Eva. Nel maggio 2014 partecipa come concorrente a Si può fare!. Nel 2015 gira il suo primo lungometraggio da regista, un film intitolato Una gita a Roma con, tra gli altri, Claudia Cardinale e Philippe Leroy, nominato come Best Show e Best Debut Film e premiato come Miglior Film Straniero al FEFF2016 di Toronto.

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