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Un’ordinanza blocca i concerti del Be Jazz Collective all’ex Stoa. I musicisti cercano una nuova sede

Stagione di concerti interrotta per il Be Jazz Collective, la più importante realtà musicale in ambito jazz a Latina. L’associazione formata da 40 musicisti, dopo lo stop dei concerti, ha diffuso un comunicato stampa per spiegare le ragioni che hanno portato all’interruzione della stagione in orso alla ex Stoà in via Cesare Battisti

“La stagione – spiega il Be Jazz Collective – è stata interrotta bruscamente da un’ordinanza di sospensione di tutte le attività produttive notificata alla cooperativa che gestisce il locale, seguita a tutta una serie di esposti fatti da un singolo cittadino per propri interessi privati e personali, esposti che farebbero riferimento alla mancata osservanza di una norma sulla sicurezza. Di fronte a un siffatto divieto cui ha fatto seguito per diversi giorni la totale chiusura del locale in questione, il Be jazz ha cercato di porre rimedio nel tentativo di non far saltare definitivamente la stagione e tutti gli altri bellissimi concerti ancora in programma. Dapprima si è rimasti in attesa di un eventuale sblocco della situazione presso i locali di Via Cesare Battisti, ma l’ultimo provvedimento emanato dall’amministrazione comunale ha concesso la riapertura del locale solo per attività di bar mantenendo inalterato il divieto assoluto di fare musica dal vivo. A questo punto è parso evidente e necessario ricercare un’altra location le cui caratteristiche rispondano alle esigenze specifiche di un’attività di questo tipo. Più facile a dirsi che a farsi! Nella nostra ricerca tuttora in corso ci stiamo rendendo conto che nella nostra città non ci sono spazi adeguati da poter destinare alla musica dal vivo. Gli spazi che “potrebbero” essere fruibili per l’organizzazione di concerti, in realtà mostrano delle pecche, a partire dall’acustica dei luoghi presi in considerazione che necessiterebbero di lavori più o meno costosi e che il collettivo non sarebbe in grado di affrontare, o per motivi legati alle norme sulla sicurezza, o per motivi di carattere organizzativo.

Nulla viene scartato nella ricerca, spazi di privati e spazi pubblici. Pochi giorni fa – spiega l’associazione – una nostra rappresentanza ha avuto anche un incontro con l’Amministrazione Comunale per verificare se sia possibile individuare uno spazio di competenza comunale adeguato, da poter destinare ai concerti. Vista la lungaggine dei tempi ma soprattutto la totale mancanza di una soluzione all’orizzonte, il Be Jazz Collective, con molto dispiacere, comunica che tutti i concerti ancora in programma sono stati annullati e che la stagione è da considerarsi definitivamente chiusa. Ci auguriamo di poter tornare al più presto a svolgere la nostra attività a favore della città e non solo, auspicando un maggiore supporto da tutte le parti interessate e da tutti coloro che non potrebbero che trarre benefici dall’attività del collettivo, tenendo ben presente che mai prima d’ora si era creata nella nostra città un’associazione composta da oltre 40 musicisti, tutti uniti e il cui unico obiettivo avesse una tale rilevanza sociale, e tenendo ben presente che forse in futuro potrebbe mai più ripresentarsi un’occasione del genere”.

L’associazione ha finora organizzato due stagioni live. “Tutti i concerti delle prime due stagioni – spiegano – si sono tenuti presso i locali di Via Cesare Battisti, 23 a Latina, gestiti dalla Cooperativa 8-11 Forchetta & Pennello, concerti che hanno visto esibirsi sul nostro palco oltre ai musicisti appartenenti al collettivo con i loro progetti, alcuni tra i migliori musicisti jazz italiani, e qualche star di caratura internazionale. Il tutto ha conferito lustro ed ha contribuito a far conoscere nell’ambiente jazz italiano la nostra realtà. Abbiamo registrato oltre 2.300 ingressi nei concerti della prima stagione, svoltasi dal dicembre 2015 al maggio 2016, oltre 1500 ingressi fino al 26 febbraio, data dell’ultimo concerto di questa seconda stagione prima dell’interruzione, un numero di associati sempre crescente costituito dapprima da cittadini di Latina, ma poi in espansione fino a comprendere gente di Aprilia, Terracina, Velletri, Anzio, Pomezia, Roma e anche Napoli, il tutto qui riassunto non per auto lodarsi ma semplicemente per riconoscere la bontà del lavoro fin qui svolto dagli oltre 40 musicisti che costituiscono il Be Jazz Collective”.

Un’esperienza eccezionale che potrebbe finire qui, a meno che non si riesca a trovare un luogo adatto dove poter proseguire con i concerti, in una città che parla tanto di cultura ma che investe ancora troppo poco su di essa.

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