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Ballerino ucciso, squilibrio tra accusa e difesa: processo a rischio

Sarà deciso a Roma se il processo per l’omicidio del ballerino Igor Franchini si sta svolgendo regolarmente oppure no. La ricusazione presentata dall’imputato Giovanni Morlando, attraverso il legale Pasquale Cardillo Cupo, nei confronti dei giudici della Corte d’Assise, sarà discussa il 16 dicembre davanti alla Corte d’Appello. I giudici romani hanno dichiarato l’istanza «non manifestatamente infondata» e dunque hanno deciso di approfondire la questione. Dopo l’udienza decideranno se “bloccare” il processo davanti alla corte presieduta dal giudice Francesco De Angelis, affidandolo a un altro collegio, oppure se respingere la ricusazione facendo proseguire le udienze davanti agli stessi giudici.

Secondo la difesa ci sarebbe un sostanziale squilibrio tra accusa e difesa. In particolare si contesta al pm Raffaella Falcione di aver chiesto, il 22 giugno, «di trasmettere sin da ora gli atti alla Procura per falsa testimonianza nei confronti di alcuni testimoni escussi». Una richiesta che, secondo la difesa, è stata fatta «fuori microfono, non risultando dalle fonoregistrazioni», e che sarebbe illegittima perché effettuata prima della sentenza. Accusare qualcuno di “falsa testimonianza” prima di aver emesso il verdetto sarebbe una prova di un «convincimento già acquisito».

Sarebbero stati violati i principi del “giusto processo” con un sostanziale vantaggio dell’accusa rispetto alla difesa. Accuse che saranno vagliate ora dalla Corte d’Appello. Il processo rischia di dove ricominciare dall’inizio.

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