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Bilancio, opposizione contro LBC: Latina ha bisogno di fiorire, non solo di fioriere

“Un consiglio comunale che è durato 48 ore ha portato al risultato di un bilancio approvato alla presenza della sola maggioranza, muta e sorda per tutte le ore della seduta, per poi mettersi ad urlare l’assenza di noi consiglieri di opposizione al momento del voto”, a dirlo sono Giorgio Ialongo e Giovanna Miele, il giorno dopo il Consiglio Comunale con cui Latina Bene Comune ha approvato il bilancio.

“Noi non abbiamo fatto altro che acconsentire alla richiesta occulta di LBC che voleva lavorare sola – aggiungono -. Abbiamo presentato 62 emendamenti frutto di lavoro, pensieri, studi e riflessioni. Ci siamo scontrati con i dinieghi incessanti di Latina Bene Comune. Ci siamo sentiti dire che siamo mercanteggiatori, scienziati, ladri di tempo”.

“Abbiamo abbandonato l’aula prima del voto definitivo perché non potevamo fare altro – proseguono Ialongo e Miele – Le  posizioni politiche appaiono chiare. Ieri Coletta ha ufficializzato ciò che è: nulla che somigli al ‘sindaco di tutti’, quello che dichiarava che la collaborazione e la democrazia sarebbero stati il principio su cui svolgere questo mandato. Latina Bene Comune e Coletta evidentemente ritengono che hanno vinto le elezioni e possono fare ciò che vogliono. Questo il senso di quanto accaduto in aula in questi due giorni”.

“Il risultato di questo atteggiamento? – chiedono ironicamente Ialongo e Miele – La Tari sarà aumentata e pagheremo 45 mila euro a un professionista che curerà le sponsorizzazioni, quindi invece di erogare i servizi, ce li facciamo erogare. Però non si potevano trovare 166 euro per le scuole materne, perché ‘la coperta è corta’, questo il ritornello stancante della maggioranza”.

“Volevamo far capire a Latina Bene Comune e al Sindaco – concludono – che non esiste una sola visione della città, la loro. Esiste anche la nostra, perché LBC non è la sola che ha a cuore il bene della città. Ci siamo scontrati con un arroccamento che ci ha lasciato profondamente delusi, rammaricati e arrabbiati. Siamo stati in aula due giorni di fila a parlare con un muro di gomma, il nostro lavoro è stato svilito e offeso, ci siamo presi insulti indice di un cieco populismo da quattro soldi, abbiamo persino visto il sindaco che perde le staffe. Ma andiamo oltre, dobbiamo pensare alla città ed è per questo che ci auguriamo che comunque sia andata in aula, questo bilancio possa essere cosa buona. Latina ha bisogno di fiorire e non necessariamente di fioriere”.

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