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In pensione il giudice Nicola Iansiti, magistrato simbolo del tribunale di Latina

Una vita al servizio della Giustizia. Il giudice Nicola Iansiti è andato in pensione, dopo una lunghissima carriera che lo ha reso un pilastro del tribunale di Latina. All’eta di 70 anni il magistrato ha lasciato piazza Buozzi per sopravvenuti limiti di età. Tra quelle mura ha ricoperto praticamente tutti i ruoli apicali: giudice monocratico, presidente del collegio penale, coordinatore dell’ufficio Gip-Gup. Durante le ultime udienze, tra febbraio e marzo, molti avvocati hanno voluto esprimere in aula i propri saluti affettuosi a un uomo che ha rappresentato la storia della giustizia pontina.

Iansiti ha seguito decine di processi importanti e spesso è stato anche oggetto di gravi minacce. L’episodio più eclatante è senz’altro quello del 26 febbraio del 1997 quando sette colpi di pistola furono esplosi contro la portiera della sua auto. A sparare fu Fabio Buonamano, noto come “Bistecca”, poi ucciso nel 2010 durante la “guerra criminale”. Per quel delitto fu proprio Iansiti a condannare all’ergastolo Costantino Di Silvio, detto “Patatone”.

Recentemente, nel dicembre 2014, qualcuno lasciò delle feci di fronte alla porta della sua casa nel centro di Latina. Un episodio disgustoso che lo stesso Iansiti, con il suo stile pacato ma incisivo, bollò con poche parole: «Di sicuro siamo di fronte a un episodio inquietante che avviene in un momento delicato, in un clima difficile e pesante. Ma più che una minaccia considero questo gesto una sorta di sfregio, di insulto, nei miei confronti. In ogni caso io sono estremamente tranquillo».

Nel marzo 2012 un altro chiaro avvertimento nei suoi confronti: la moglie del giudice trovò un proiettile nella cassetta della posta della loro abitazione.

 

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