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FOTO Sfruttamento della prostituzione, chiuso un locale a luci rosse. Due arresti della polizia

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Blitz della polizia contro lo sfruttamento della prostituzione. La Questura di Latina sta procedendo all’esecuzione di cinque misure cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina nei confronti di altrettanti soggetti responsabili, a vario titoli, di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e favoreggiamento personale.

Gli arrestati devono rispondere dei reati di induzione e sfruttamento alla prostituzione all’interno del locale “Il Sentiero” di Monte San Biagio, nonché di favoreggiamento personale. Arrestati Michele Antonelli, Daniele Pannone e mentre altre tre persone sono state sottoposte all’obbligo di firma (due romeni e un italiano).

“Antonelli – spiega la polizia in una nota – in qualità di gestore del club privè Il Sentiero di Monte San Biagio e Pannone quale suo collaboratore, reclutavano, successivamente favorendone e sfruttandone la prostituzione all’interno del locale pubblico, numerose donne di varia nazionalità (romene, russe, cubane). Le altre tre persone, sono responsabili del reato di favoreggiamento personale  per aver aiutato Antonelli Michele ad eludere le investigazioni nei suoi confronti.

Il procedimento, trae origine dalle sommarie informazioni rese ai Carabinieri di Monte San Biagio in data 9.7.2016 da una donna  nell’ambito di altro procedimento penale con le quali quest’ultima affermava che Antonelli Michele, titolare del club privè “Il Sentiero”,  esercitava in quel locale attività di meretricio. Già da tempo la Polizia Giudiziaria di Fondi aveva posto sotto attenzione e stava monitorando il Club in argomento a seguito delle numerose segnalazioni pervenute. Nel corso dell’attività di indagine, personale di Polizia del Commissariato di FONDI,  raccoglieva dettagliata denuncia da parte di tre donne di nazionalità romena le quali riferivano di essere state sfruttate dall’Antonelli Michele che le faceva prostituire all’interno del locale suindicato. Le medesime denuncianti infatti, avendo necessità di denaro, venivano dapprima reclutate per lavorare come spogliarelliste e/o ballerine e poi precisavano di essere state costrette,  senza mezzi termini,  ad assecondare le richieste dei clienti.

Non solo, in alcune occasioni l’Antonelli senza scrupoli, pur di far rispettare le regole da lui imposte all’interno del locale, giungeva ad usare violenza fisica, mediante i suoi collaboratori e collaboratrici,  nei confronti delle stesse ragazze. Pertanto, sulla base delle diverse denunce raccolte dalle persone offese, agli esiti dell’attività tecniche intercettive che consentivano di riscontrare quanto riferito dalle donne, dalle sommarie informazioni rese da persone informate sui fatti (clienti occasionali) e dalle attività investigative svolte, è stata avanzata specifica richiesta di misure cautelari al Pubblico Ministero procedente –  Procura della Repubblica di Latina  , che concordando con gli investigatori, formulava analoga richiesta al G.I.P. del Tribunale di Latina per ottenere le misure cautelari  che venivano eseguite in data odierna. I primi tre indagati venivano trovati all’interno del locale e condotti in Ufficio per le formalità di rito, mentre gli altri due sottoposti all’obbligo quotidiano di presentazione alla Polizia Giudiziaria, venivano rintracciati presso i rispettivi domicili di Roma ed Aprilia con la collaborazione degli uffici territorialmente competenti” conclude la Questura.

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