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Agente di polizia penitenziaria portava la droga in carcere a Frosinone, cinque arresti

Quattro arresti tra i detenuti del carcere di Frosinone in un’inchiesta per concorso in corruzione di pubblico ufficiale che ha messo nei guai anche un assistente capo della polizia penitenziaria della casa circondariale. L’agente è finito ai domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Il blitz dei carabinieri del Reparto Operativo di Frosinone è scattato stamattina. Tredici le misure cautelari (otto gli obblighi di dimora) emesse dal Gip Francesco Mancini ed eseguite tra le province di Frosinone, Latina, Napoli, Terni, Avellino, Pistoia e Isernia.

L’indagine era partita dopo il ritrovamento, da parte di personale della polizia penitenziaria, di alcuni telefoni cellulari all’interno di celle della casa circondariale. I carabinieri sono riusciti ad appurare una reiterata attività di corruzione da parte di quattro detenuti del carcere di Frosinone nei confronti dell’assistente capo della polizia penitenziaria, finalizzata a introdurre nel carcere apparati telefonici, sostanza stupefacente e altre non meglio individuate utilità.

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