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Ragazza stuprata per un mese, il racconto della 16enne: Così venivo umiliata

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La ragazza 16enne di Aprilia stuprata per circa un mese da un uomo a Santa Maria Capua Vetere ha riferito, durante gli interrogatori, della presenza di altre persone durante il periodo di prigionia. Si è riferita in particolare a un cugino di Vincenzo Cioffi, il 23enne arrestato dai carabinieri.

«Mentre il cugino dormiva o faceva finta di dormire – ha spiegato agli investigatori la 16enne – Vincenzo mi ha colpita con schiaffi al viso e mi ha bloccata tra il letto e il muro, avevo il respiro corto, mi faceva male la testa e vedevo nero anche perché non mangiavo da giorni. Gli ho chiesto acqua e zucchero e Vincenzo chiese al cugino di portare ciò. Subito dopo Vincenzo mi abbracciò e mi chiese scusa, chiedendomi di dargli un’altra possibilità».

Momenti di apparente premura si alternavano a violenze inaudite. Quando opponeva resistenza agli stupri, l’aguzzino spegneva delle sigarette sul seno dell’adolescente. Disprezzo, umiliazione, abusi, insulti e minacce. Un cocktail di violenza senza freni, che non risparmiava neppure la mamma di Cioffi, anche lei picchiata dal figlio quando lo implorava di smettere con le violenze.

Le indagini si concentrano ora sul ruolo delle altre persone che sapevano dei sequestri e delle violenze. L’impressione è che molti sapessero cosa accadeva in quella ex scuola abbandonata in via De Simone a Santa Maria Capua Vetere. Vincenzo Cioffi è un nome noto alle forze dell’ordine per alcuni furti. Ma stavolta i reati contestati sono ben più gravi: sequestro di persona, lesioni, violenza sessuale. Il giovane ha un passato difficile, da piccolo fu affidato a diversi istituti e da bambino pare sia stato oggetto di violenza da parte di parenti. Traumi che evidentemente potrebbero tracciare un quadro piuttosto complesso.

La 16enne di Aprilia fuggì approfittando della porta dimenticata aperta dal suo aguzzino che aveva addirittura sbarrato la finestra della casa-prigione. Quando riuscì a tornare a casa, nel settembre del 2016, raccontò le sevizie subite da Vincenzo. La madre si presentò dai carabinieri raccontando tutto. La giovane fu visitata all’ospedale «Dono Svizzero» di Formia dove i medici avevano riscontrarono i segni delle violenze: «Ematomi alla spalla sinistra e all’interno della gamba, vari disturbi, sintomi psichici e un persistente rivissuto dell’evento, ansia, pianto e tristezza».

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