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VIDEO Sistema Latina, 16 arresti e 52 persone indagate. In carcere anche Di Giorgi

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procuratore-degasperis-latina-procuraSedici arresti colpiscono il Comune di Latina, in tutto sono indagate 52 persone. Un nuovo terremoto giudiziario che travolge politici, ex amministratori, funzionari e dirigenti. Nel mirino anche alcuni imprenditori. L’inchiesta è del sostituto procuratore Giuseppe Miliano e riguarda il settore dell’urbanistica, in particolare gli impianti sportivi: lo stadio e la piscina comunale. Ma anche le varianti al Prg finite nel mirino della Procura. Tra le accuse c’è anche l’associazione per delinquere.

8 IN CARCERE E 8 AI DOMICILIARI. In carcere sono finiti Vincenzo Malvaso (costruttore ed ex consigliere comunale); l’ex sindaco Giovanni Di Giorgi, l’ex assessore Giuseppe Di Rubbo, l’ex consigliere provinciale Silvano Spagnoli, il dirigente del Comune di Latina Rino Monti, il funzionario del Comune Nicola Deodato, il costruttore Massimo Riccardo, l’architetto Luca Baldini. Chiesta l’autorizzazione a procedere per Pasquale Maietta, coinvolto nell’inchiesta, che rischia di finire in carcere.

Coinvolti anche Sandra e Andrea Capozzi, ai domiciliari; la funzionaria del Comune Elena Lusena, l’imprenditore Roberto Pellegrini che gestisce la piscina comunale per la Nuoto 2000; Fabrizio e Fabio Montico, Antonio Di Girolamo.

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Giovanni Di Giorgi

Tre i filoni d’indagine. Contestato lo spacchettamento degli appalti a favore dei soliti noti, ma anche una serie di favori al Latina Calcio, i lavori allo stadio, le varianti urbanistiche a favore della speculazione e dei costruttori amici. L’inchiesta è nata da un’interrogazione parlamentare presentata da Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni che all’epoca erano del M5S. Il procuratore capo De Gasperis ha parlato di un clima di “soggezione” nei confronti degli indagati.

Le persone colpite sono ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, reati urbanistici, abuso d’ufficio, falso ideologico, truffa aggravata, induzione indebita a dare o promettere utilità e altro.

I provvedimenti sono scaturiti da un’articolata attività d’indagine, avviata dal nucleo investigativo e coordinata dal sostituto procuratore di Latina Giuseppe Miliano, a seguito di approfondimenti relativi a un’interrogazione parlamentare nella quale venivano ipotizzate presunte irregolarità nella gestione della piscina comunale. Fin dai primi accertamenti sono emerse «palesi irregolarità nella gestione della cosa pubblica da parte dei funzionari comunali» e «le indagini venivano estese ai settori più rilevanti dell’attività amministrativa di Latina».

È stato accertato, spiegano i carabinieri, che il «comparto dirigenziale del comune di Latina, per soddisfare gli interessi privati di alcuni personaggi politici nella gestione delle strutture sportive, ha avviato una serie di procedimenti amministrativi in violazione di regolamenti interni e delle regole basilari che governano il buon andamento della pubblica amministrazione».

befera-carabinieri-latina-procuraTra i vari episodi monitorati i carabinieri segnalano la gestione della piscina comunale, affidata dal 2008 a una società dilettantistica, che contrariamente a quanto previsto dal contratto non aveva mai provveduto al pagamento delle utenze energetiche (spese sostenute dal comune con conseguente danno erariale quantificabile in euro 700.000 circa) e non aveva adempiuto al versamento fideiussorio.

Per soddisfare le esigenze della società Latina Calcio, dal 2011 al 2014 sono state realizzate una serie di opere, quali l’ampliamento dello stadio comunale e il rifacimento di un campo di calcio destinato agli allenamenti della squadra, utilizzando procedure irregolari e traendo indebitamente dalle casse comunali oltre 1.200.000 euro. Per l’ampliamento della Tribuna est dello stadio comunale Francioni il Comune non solo ha speso 444.000 euro di denaro pubblico, benché tali lavori, non indispensabili, spettassero alla società concessionaria, ma ha altresì posto in essere delle violazioni urbanistiche in quanto l’area in esame era stata dichiarata inedificabile.

Per l’assegnazione di pubblici appalti ci si avvaleva di un vero e proprio «sistema» con il quale i funzionari pubblici comunali favorivano gli imprenditori locali, commettendo reati contro la pubblica amministrazione, finalizzati a consentire un’illecita spartizione di ripetuti affidamenti alle stesse ditte di appalti mediante frazionamenti della spesa. I carabinieri hanno inoltre documentato come molti degli appalti in questione avrebbero potuto essere evitati con un corretta programmazione degli interventi, ignorata per favorire evidentemente le citate società.

Nel settore dell’urbanistica è emerso un altro sistema associativo finalizzato a far ottenere indebiti vantaggi di natura patrimoniale a privati o società, composto da politici della decaduta giunta comunale, funzionari tecnici del Comune di Latina e imprenditori, con l’apporto di intermediari apparentemente esterni all’amministrazione ma ad essa funzionalmente collegati. I carabinieri sottolineano che «era stato architettato un complesso meccanismo che consentiva la realizzazione, in maniera illecita ed estremamente redditizia, di costruzioni con artificiosi incrementi di volumetrie o su particelle espropriate, e quindi di proprietà del Comune».

Un lavoro investigativo diretto dal maggiore Befera che ha messo insieme tre filoni nei quali si sono ravvisati reati che vanno dall’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti, truffa ai danni dello Stato. Tutto parte da una interrogazione parlamentare relativa alla gestione della Piscina comunale, presentata dai parlamentari Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni che allora erano del Movimento 5 Stelle. Il Comune di Latina aveva pagato per anni le utenze energetiche nonostante la struttura fosse data in gestione ad una società sportiva, tutto per un danno erariale di circa 400 mila euro.

Ma erano tutte le strutture sportive ad essere al centro di gestioni sospette ed in particolare nell’indagine si sarebbe ravvisata una marcata sudditanza dell’amministrazione comunale nei confronti della società calcistica del Latina Calcio realizzando per lo stadio lavori per oltre 1,2 milioni di euro che non spettavano al Comune ma alla società. Allo scopo sono stati distratti fondi destinandoli ad altri progetti quale lavori di adeguamento di strutture per ospitare uffici comunali che avrebbero permesso di risparmiare sugli affitti.

L’altro filone era legato agli appalti che venivano frazionati per assegnarli direttamente alle solite quattro ditte, senza fare mai bandi di gara. In questa maniera sono stati assegnati 150 appalti per un complessivo di 2,4 milioni di euro. Il terzo filone era legato all’urbanistica, dove i funzionari e dirigenti riuscivano a moltiplicare le volumetrie edificabili per assegnarle ad imprenditori amici. Funzionari e dirigenti chiudevano poi gli occhi di fronte a particelle di proprietà ripulite dal vincolo di espropri e dati come opere compensative al Comune dagli imprenditori per ottenere autorizzazioni a costruire. Insomma cedevano al Comune quello che già era comunale. Tutti questi aspetti sono stati ben illustrati anche alla Corte dei Conti.

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15 commenti

  1. +10 Vote -1 Vote +1pasquino

    Diciamo che un lalavoro ben fatto dovrebbe prevedere pure la richiesta di spiegazioni a chi vedeva e sapeva facendo finta di nulla.
    Certo perché mica tutto si faceva a casa di qualcuno, ci saranno state riunioni, delibere etc……
    Insomma altri soggetti, avranno visto /sentito quello che accadeva. ( tipo opposizione )

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    1. Vote -1 Vote +1X

      Esisteva l’opposizione? Comunque hai ragione, il PD ha RUBATO quanto il PDL, su quello siamo d’accordo. Ecco perché ora abbiamo un comune ONESTO con LBC!

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  2. +3 Vote -1 Vote +1Cinico

    finirà tutto in una bolla di sapone.

    i danni irreversibili sono stati già computi e nessuno pagherà mai effettivamente per aver degradato e menomato nella bellezza una splendida città concepita con tutti i crismi razionalisti e metafisici di un tempo, non è retorica ma la constatazione di un declino culturale che devasta prima le menti di molti cittadini e politici conseguentemente la città e il territorio.

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  3. +4 Vote -1 Vote +1io

    …soddisfazioni…la giustizia allora esiste…speriamo serva da monito a chi in futuro si sogni di metter le mani sulla citta’

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  4. +8 Vote -1 Vote +1IV

    Possibile che in italia prima di procedere ci vuole tutto questo tempo?
    Poi adesso bisogna attendere l’autorizzazione a procedere per un deputato, l’autorizzazione deve essere data dagli altri colleghi…
    Ma la legge non è uguale per tutti.!.

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  5. +8 Vote -1 Vote +1Stefano

    Bè, aria di cambiamento e di pulizia si inizia a respirare! Il sistema Latina è molto complesso articolato ed è stato gestito con la compiacenza o l’omertà delle pseudo opposizioni. Ora speriamo che svolgano anche un’importante indagine patrimoniale e colpiscano i loro beni confiscandoli e per loro inibizione perpetua dai pubblici uffici

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  6. +3 Vote -1 Vote +1haran banjo

    Ci vuole cautela. Servirà tempo per capire la portata di questi arresti. Potrebbe anche finire tutto in una bolla di sapone. Da rimarcare il fatto tutto nasce da un’interrogazione parlamentare presentata da Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni che all’epoca erano del M5S. Perchè lo stesso non hanno fatto Forte, Zuliani, De Marchis etc etc…?????

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  7. Vote -1 Vote +1Marione53

    La ”vecchia guardia” Zaccheo, Cusani e Del Monaco ha fatto scuola ai più giovani: hanno lasciato il Comune con milioni di debiti ma loro hanno incassato le tangenti e si sono defilati…

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  8. +1 Vote -1 Vote +1LUDOK

    È la dimostrazione che questa città era già fallita da anni loro, compresi noi cittadini facevamo finta di nulla. Mi dispiacedirlo ma siamo colpevoli anche noi, perché abbiamo reso possibile, votandoli, di fare tutto questo dannoe. Li abbiamo osannati quando facevano campagna elettorale, partecipando a quelle farse di riunioni con aperitivo e cene goliardiche, speranzosi che si sarebbero ricordati di noi quando sarebbero saliti al potere. Tante promesse e spavalderie che poi ieri l’autorità giudiziaria ha messo finalmente la parola fine. Speriamo che la nuova amministrazione non si comporti allo stesso modo.

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  9. +2 Vote -1 Vote +1homer

    e ora che il Latina Calcio retroceda e riparta dalla prima categoria!!! sono tifoso, ma se per far andare bene la squadra hanno utilizzato i soldi destinati a strade, scuole e opere pubbliche, allora devono dichiarare subito la sospensione della società dalla serie B, conquistata con soldi rubati.
    Da oggi in poi i padri di famiglia dovrebbero disertare lo stadio.
    Basta. Latina è l’esempio della mafia totale che si è creata in Italia negli ultimi 25 anni.
    Basta, basta, basta. Schifosi.

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