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Latina, 12 ore per discutere gli obiettivi di Coletta. L’opposizione: E’ un libro dei sogni

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primo-consiglio-comunale-coletta-latina-1Sei ore per la presentazione e altre quattro per discuterne con le forze di opposizione. Quasi dodici ore se si contano anche le psuse. La strada per l’approvazione è stata lunga ed estenuante, ma alla fine il DUP redatto dalla squadra di governo di Coletta è passato in Consiglio. Non all’unanimità, con la minoranza che manifestato tutte le sue perplessità verso un documento di oltre 200 pagine – tra sezione strategica ed operativa –  che offre analisi puntuali per molti aspetti, ma che disegnerebbe un bilancio in chiaroscuro per alcune tematiche centrali. Dai banchi dell’ala destra dell’aula consiliare sono riaffiorati quegli interrogati emersi in fase di discussione delle linee programmatiche portate in Consiglio dalla giunta lo scorso agosto.

Nero su bianco gli obiettivi di mandato. Il Documento Unico di Programmazione è uno strumento che rientra nel cosiddetto “ciclo integrato della programmazione”. Una relazione in cui l’ente deve delineare una griglia con gli obiettivi da raggiungere nel corso del mandato. Propedeutica a tale fase è stata la presentazione del le linee programmatiche, in cui sono stati posto gli indirizzi  più o meno generali – troppo generali, la denuncia delle opposizioni in aula che seguì la presentazione – sui relativi rami di intervento. Il DUP è articolato in due sezioni: una sezione strategica che va a concretizzare e a spalmare sui cinque anni le linee di indirizzo, allegate ad un’analisi delle condizioni esterne (programmazione comunitaria, nazionale e regionale nonché delle prospettive socio-economiche del territorio) e interne (quadro delle risorse finanziarie, patrimoniali ed umane del Comune); ed una sezione operativa che va a traslare tale programmazione nel bilancio di previsione a carattere triennale. In realtà quello presentato da Coletta&Co non un atto redatto da zero, ma un aggiornamento al DUP 2016-2018 approvato dal commissario Giacomo Barbato con poteri di Consiglio lo scorso maggio.  L’arco temporale non è quello del triennio 2017-2019 come invece avrebbe previsto una condizione di “normalità” amministrativa. E le cifre economiche legate agli obiettivi strategici fanno riferimento al bilancio di previsione 2016-2018, i cui assestamenti sono stati approvati dall’assise nel primo consiglio “operativo” dell’era Coletta. Proprio su tale atto di governo si baserà il piano della performance che andrà a valutare lo stato della programmazione.

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“Non è un libro dei sogni”. Tanti progetti ma poche coperture. La soluzione? Razionalizzazione ed accessibilità ai finanziamenti.  Sono questi i temi centrali su cui ruota la mappatura strategica sottoscritta dal team di Coletta. Sulle singoli missioni ricade spesso la mannaia di una situazione di dissesto che grava sulle casse comunali. Il motivo “non ci sono soldi” alimentato dall’assessore al Bilancio Giulio Capirci ricorre in più di qualche intervento degli assessori che hanno dettato la linea sulle rispettive materie in delega. Ed ecco che l’ancora dei finanziamenti – siano essi regionali,nazionale, europei – acquisisce un prospetto essenziale su cui affidare i destini della città. Il che suona come un “teniamo i piedi per terra”, dopo i botti sparati dalle controparti politiche in campagna elettorale. “Non voglio ostentare rispetto al pregresso – ha aperto le danze il sindaco Coletta oggi in aula -. Qui ci sono opere incompiute e situazioni pesanti che possono incidere sul bilancio di questa amministrazione e possono condizionare le scelte nei riguardi della comunità. La sfida che dobbiamo compiere tutti insieme, tirando una riga sul passato, è quella di risolvere nel minor tempo possibile delle situazione che hanno una storia di vent’anni”. Quindi la parola d’ordine è risparmiare e razionalizzare le risorse – sia in termini di spesa corrente che di personale (che però risulta insufficiente, secondo le stime dell’assessore agli Affari Istituzionali Antonio Costanzo), ma anche sul piano dell’equità sia fiscale che di gestione dei rapporti con il privato. “Non è un libro dei sogni”, ha tenuto a precisare il primo cittadino.

I quesiti inevasi. Anche questa volta la reazione che arriva dalle fila dell’opposizione si incanala verso una contrapposizione politica che da un lato rimarca le strategie del classico gioco della parti ma che dall’altro mette sul piano pesanti interrogativi. “Mezzi silenzi” –  lo stigma posto da Enrico Forte –  su questioni fondamentali. Come gestire le partecipate? La LatinaAmbiente a rischio fallimento e la Ecoambiente che, con la chiusura degli invasi a Borgo Montello, si trova in liquidazione? Tutti passaggi propedeutici alla realizzazione di un servizio in house. Sulla questione di TMB, per il quale un progetto presentato dalla stessa EcoAmbiente è al vaglio degli uffici regionali? Quale destino per la Terme di Fogliano s.p.a. – partecipata dal Comune per una quota pari all’85,92% – anch’essa in stato di liquidazione? Poi c’è la spinosa questione della metro leggera: la Regione ha già fatto sapere più volte che quel prospetto di project financing così come concepito non è realizzabile, cosa intende fare il Comune? Rimettere mano alla bozza di progetto o archiviare il tutto pagando la famosa clausola di 30 milioni prevista nel contratto di servizio già stipulato? E sugli spazi “morti”, abbandonati della città? Come li si vuole riempire? Diversi i punti su cui sembra scarseggiare una vera e propria presa di posizione.

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“Oggi non ho sognato”, il commento di Andrea Marchiella (FdI); “E’ un libro dei sogni”, tuona invece Nicoletta Zuliani (PD); “Ho sognato di sognare”, rilancia invece Giovanna Miele (FI). Insomma, la reazione delle opposizione è abbastanza eterogenea, per usare un eufemismo. La costante sembra essere solo quella del richiamo onirico. Libro dei sogni o meno, la sfida dell’amministrazione – per non rimangiarsi quanto promesso nei florilegi di promesse e semplificazioni nei mesi che hanno preceduto il voto – è solamente agli inizi.

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