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Corna e pedinamenti, un caso di Terracina finisce in Cassazione

Chi di “corna ferisce, di corna perisce”. La Cassazione dà modo ai mariti e alle mogli che hanno subito un tradimento di rifarsi del torto patito. Sentenza dopo sentenza, ecco tutte le formule possibili di riscatto dettate da piazza Cavour a quanti non riescono a mettersi l’animo in pace per il torto subito.

ROMA – Si parte dalla capitale, dove V. F. si è vista risarcire dalla Suprema Corte per essere stata tradita dal marito al quale è stata anche addebitata la colpa del fallimento nuziale. L’uomo sbandierava il tradimento ai quattro venti «diffondendo la notizia dell’adulterio con annessi »particolari nell’ambiente degli amici comuni«. Il che, dice oggi la Cassazione, concedendo un doppio riscatto (risarcimento e addebito del matrimonio finito a lui) alla moglie ‘cornificatà, ha determinato »definitivamente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza«, causando la »lesione della dignità della moglie«.

SALERNO – La Suprema Corte ammette anche la forma del riscatto verbale. Se si è traditi si può svergognare e offendere pubblicamente il fedifrago. La licenza è consentita anche per via epistolare. Una forma liberatoria ammessa anche a distanza di tempo dalla triste scoperta. Il perché lo ha spiegato chiaramente piazza Cavour in una sentenza in cui scriveva che va considerato »l’accecamento dello stato d’ira provocato da atto ingiusto altrui« che non è detto »si esaurisca in un’azione istantanea«. In questo caso la riscossa tardiva è toccata in sorte a M. F. , 52enne salernitano che, nel 1999 venne a scoprire che la consorte lo tradiva con il cognato.L’uomo venne a sapere delle relazione clandestina leggendo le pagine del diario della moglie. La rabbia e le minacce alla moglie traditrice, poi l’idea assolta dalla Cassazione e consistita nel selezionare »meticolosamente« tra gli oltre 1500 messaggi trascritti nel diario le frasi d’amore e di sesso più forti. Il tutto spedito in copia a sedici professori colleghi della moglie all’università di Salerno. Ogni collage accompagnato da una lettera in cui l’uomo scrive che sua moglie è »una tr…«. Tutto lecito, ha decretato la Cassazione, assolvendolo. Senza escogitare vendette esemplari e rompicapo, si può anche semplicemente andare dall’amante e dargli del ‘rovinafamigliè. Non è ingiuria, dice la Cassazione, ma »legittimo sfogo«. Prevale l’esimente della provocazione.

MESSINA – Il massimo della riscossa deriva al coniuge che viene tradito nel nido coniugale. Se »la moglie tradisce il consorte portando l’amante nella casa coniugale consumando carnalmente il suo flirt« rischia la revoca dell’arredamento per »ingratitudine«. È successo davvero ad una moglie di Messina, la signora S. che per anni tradiva nel nido coniugale il marito che negli anni le aveva regalato tutto l’arredamento. Dopo 33 anni dai fatti la donna ha dovuto dire addio al mobilio per »ingratitudine«.

TERRACINA – Rischia una condanna penale il coniuge che impedisce al partner la diffusione delle prove del suo tradimento. È successo ad A. T., moglie gelosa di Terracina, che si era messa ad investigare personalmente inseguendo il marito Antonio con la macchina fotografica per «documentare la relazione con un’altra donna». Lui cercò in ogni modo di impedirle l’operazione, strattonandola. È stato multato con 1140 euro per «eccesso colposo in legittima difesa».

ORBETELLO – In certi casi sono stati riconosciuti benefici indiretti anche agli amanti. L’esempio arriva da Orbetello, dove la signora C. negava persino davanti ai carabinieri che l’uomo sorpreso a fare telefonate ingiuriose a suo marito fosse l’amante. La Cassazione l’ha graziata sostenendo che la bugia era stata detta «per salvare se stessa da una grave e inevitabile lesione del suo onore».

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