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Altri 270 migranti arrivano a Latina. Ora sono 1.700, si pensa a lavori di pubblica utilità

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migranti-foto-genericaAltri 260 migranti sono arrivati a Latina domenica sera. La Prefettura sta gestendo la sistemazione e l’accoglienza, per adesso senza particolari problemi, trattandosi ormai di un flusso continuo e non più di un’emergenza. La Conferenza Stato-Regioni ha stabilito le quote provinciali, destinate però ad aumentare proporzionalmente ai nuovi arrivi. Le cooperative si occupano dell’accoglienza dopo aver aderito a un bando della Prefettura, ma quando i posti disponibili non sono sufficienti c’è la possibilità di distribuire fra i vari comuni una quota aggiuntiva del 30%, cosa che accade quasi sempre.

La Prefettura di Latina, stando ai numero disponibili al momento, ha accolto in totale 1.700 migranti ancora presenti sul territorio pontino. Poco più dello 0,3% rispetto alla popolazione complessiva.

Ora però si sta cercando anche di pensare a un inserimento: la Prefettura ha predisposto un protocollo, già inviato a tutte le amministrazioni comunali, per il coinvolgimento dei migranti in lavori di pubblica utilità anche per favorire l’integrazione. C’è infatti – come spiega Il Messaggero – un lungo periodo di attesa per la risposta alla domanda di asilo, che può arrivare anche dopo un anno. Dunque è necessario, oltre che utile, coinvolgere i migranti in attività che favoriscano la loro integrazione ma anche la crescita generale per la collettività.

I DATI DEL LAZIO

Alla fine del 2015 sono 645.159 gli immigrati residenti nel Lazio e 529.398 sono quelli residenti a Roma che risulta essere quindi la prima provincia per numero di presenze. È quanto emerge dal Dossier statistico immigrazione 2016,  a cura di IDOS, in partenariato con Confronti e in collaborazione con l’Unar, presentato oggi a Roma.

Nel Lazio, rileva il rapporto, nel 2015, l’immigrazione è aumentata non solo complessivamente ma in tutte le sue province, a differenza di quanto avvenuto in altre regioni italiane (in 55 altre province è stata registrata una diminuzione). L’aumento è risultato minimo a Viterbo (+0,2%, la stesso valore dell’aumento medio nazionale), superiore all’1% a Roma, Frosinone e Rieti, molto più elevato (+5,4%) nella provincia di Latina, fortemente caratterizzata dall’agricoltura, un settore che è riuscito a «tirare» anche negli anni di crisi e di post-crisi.

Il Lazio, con 645.159 residenti stranieri, è la seconda regione dopo la Lombardia, con 1.149.011. Nel 2007, anno che si colloca alla vigilia della grande crisi, i residenti stranieri erano 390.993 nel Lazio e 815.335 in Lombardia: l’aumento è stato, quindi, del 65,0% nel Lazio (254mila residenti stranieri in più) e del 40,9% in Lombardia (334mila, 80mila in più rispetto al Lazio). Risulta, così, che nel Lazio l’aumento medio annuale in questi otto anni è stato di 32mila cittadini stranieri, inferiore a quello intervenuto in Lombardia (42mila).

Alla provincia di Roma spettano i quattro quinti (82,1%) degli stranieri residenti nel Lazio, a quella di Latina il 7,5% e a quella di Viterbo quasi il 5% che equivalgono, in valori assoluti a 529.398 a Roma, 48.230 a Latina, 30.090 a Viterbo, 24.164 a Frosinone e 13.277 a Rieti. Rispetto al 2007 la provincia di Roma ha conosciuto un aumento del 64,5% e di 207.599 unità (gli stranieri erano allora 321.887).

Nella provincia di Milano, nello stesso periodo 2007-2015, gli immigrati sono passati da 344.367 a 446.462 (+29,6%, 102.095 in più). Se si considera il ruolo rilevante giocato dall’area romana, che fin dagli anni ’70 accoglie la maggiore presenza straniera in Italia, non si rimane sorpresi dalla maggiore capacità attrattiva della capitale. Del resto, bisogna tenere presente che la provincia di Milano, rispetto alla presenza complessiva della Lombardia, regione con il maggior numero di immigrati, ne detiene una quota del 38,9%, mentre nel Lazio la quota di pertinenza della provincia di Roma è superiore al doppio. Differenze simili si riscontrano anche tra i due comuni capoluogo. Roma, con 365.181 stranieri residenti, incide per quasi il 70% (69,0%) su tutti i cittadini stranieri della provincia, mentre Milano, con 254.522 stranieri residenti, incide a livello provinciale per meno del 60% (57,0%). Tuttavia, nel Comune e nella provincia di Milano, come anche nella regione lombarda, l’incidenza degli stranieri sui residenti è comparativamente più elevata.

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