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Guardie mediche a rischio, l’allarme lanciato dei medici

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medico-ospedale-generica-78568922A rischio il futuro delle guardie mediche. L’allarme è lanciato dal Sindacato Medici Italiani del Lazio che organizza l’incontro dal titolo “Non spegnete le luci dell’Assistenza Medica notturna. No alla chiusura della Guardia Medica. No alla chiusura dei Punti di Primo Intervento”.  L’evento si svolgerà il prossimo 29 ottobre a Sezze (Latina), presso la Sala del Centro Sociale U. Calabresi (via Guglielmo Marconi).

L’incontro, che fa parte di una serie di iniziative svolte dallo SMI a livello nazionale denominate“Cento assemblee Cento città”, «ha l’obiettivo di informare e di sensibilizzare il mondo politico, i medici, gli operatori del settore socio-sanitario, le associazioni di volontariato, la scuola e tutti i cittadini, sui rischi di una riduzione dell’attività medica svolta nelle fasce orarie notturne, così come di recente proposto per la Continuità Assistenziale in sede di rinnovo contrattuale della Medicina Generale, ed in base a quanto già stabilito dal Decreto Ministeriale DM 70/2015 in merito alla disattivazione dei PPI», dichiara Luigi Martini, segretario aziendale Asl di Latina, che sottolinea: «La dismissione di diverse strutture ospedaliere a Latina e Provincia, ha comportato una escalation di domanda di assistenza sanitaria, riversata nei pochi nosocomi rimasti ancora in funzione, con notevoli difficoltà da parte del personale sanitario e di disagi continui per l’utenza. La temuta contrazione dell’offerta sanitaria durante le ore notturne – conclude Luigi Martini – andrebbe a gravare pesantemente i servizi di emergenza del 118 e sui pochi Pronto Soccorso ancora operativi e già in gravi difficoltà di gestione».

In occasione dell’incontro del 29 ottobre è fondamentale, per i promotori, lanciare un messaggio importante: «La necessità di coniugare le esigenze degli operatori sanitari e della cittadinanza, per la realizzazione di una sanità pubblica orientata alla piena integrazione funzionale e organizzativa dei vari servizi – ha affermato in ultima analisi Franco Porcelli, responsabile aziendale Assistenza Primaria –  senza un ridimensionamento degli standard di assistenza oggi garantiti da una presa in carico del paziente nelle 24 ore».

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