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LA LETTERA Ho vissuto a Latina 70 anni fa, ma è ancora la città che amo

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Gent.mo Direttore di Latina24ore.it, mi capita spesso di leggere il vostro giornale on-line e, infine, ho deciso di presentarmi e farvi conoscere il perché mi interessa seguire tutto ciò che succede a Latina.

Ho abitato al viale Emanuele Filiberto dalla nascita (1942) fino all’età di cinque o sei anni. Sono ritornato spesso, presso parenti, per lunghi periodi, negli anni sessanta.  Il miei soggiorni erano come ritornare a casa, dopo un lungo viaggio con l’autobus della ditta Zeppieri.

Ho sempre considerato Latina (Littoria, quando ci abitavo da piccolo), come la mia Città affettiva. Andavo (negli anni sessanta) al mare a Foceverde, allora non c’erano abitazioni ma solo due lidi: uno privato e l’altro della Pubblica Sicurezza (adesso, Polizia di Stato). Io andavo presso il lido della Polizia (perché mio padre era poliziotto presso un Commissariato P.S. di Napoli e faceva autorizzare dal suo Comando i responsabili di Latina), per i 15 giorni assegnati per ogni nucleo familiare. Frequentavo l’oratorio della Cattedrale di San Marco, l’unico svago per i ragazzi della mia età. Di domenica si proiettava anche un film in una sala sita sulla sinistra dei cancelli d’entrata.

In una mia raccolta di poesie ho utilizzato, come  “copertina”, una mia foto di quando abitavo a Latina, fattami da mio padre, davanti alla Questura, dove lui prestava servizio presso l’ufficio passaporti. Le altre foto: la prima sono ritratto con la mia famiglia a Latina nel 1945 (naturalmente, io sono il più piccolo) e l’altra è l’abitazione dove abitavo.

Perché vi scrivo?  Non riesco a dimenticare la Città che mi ha ospitato nei primi anni di vita (anche se all’anagrafe la mia nascita risulta Aversa (CE);  perché mia madre preferiva partorire i suoi figli presso l’abitazione paterna di Aversa). Forse, l’aria (con l’odore della pianta di Eucalipto, allora abbondanti nella zona) è rimasta impregnata nei miei polmoni, quando lo sento, la mia mente mi fa rivivere la mia infanzia a Latina.

Perché vi ho raccontato della mia infanzia trascorsa a Latina? Perché in mio cuore è rimasto là. Nel luogo che spesso mi ritorna in mente, facendomi ricordare i vari episodi vissuti. Forse, solo voi potete capirmi.

Vi ringrazio per la vostra cortese attenzione e vi saluto cordialmente.

Alberto Marino

 

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