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A Latina arriva il Raid Cross, finta guerra per capire le vere emergenze umanitarie

raid-cross-latina-genericaLo scorso fine settimana, il Comitato di Latina della Croce Rossa Italiana ha organizzato due eventi importanti a Piana delle Orme. La prima attività è stata quella del Raid Cross, cui ha collaborato il Liceo scientifico “E. Majorana” di Latina con due classi del quarto anno.

Il Raid Cross è un gioco di ruolo il cui fine è trasmettere i principi di Diritto Internazionale Umanitario, di cui la Croce Rossa è custode e promotrice a livello internazionale. Tramite la simulazione di alcune situazioni che spesso si realizzano nel contesto dei conflitti armati, come, ad esempio, la cattura e la detenzione di prigionieri di guerra, la presenza di cecchini e campi minati che rendono difficile la consegna di aiuti umanitari, il crimine di perfidia e l’attacco ad obiettivi militari e beni civili, gli studenti del Majorana hanno compreso le basi del diritto per discernere e affrontare queste situazioni.

Con l’aiuto delle squadre di soft air Phoenix Airsoft e Seconda Legio Augusta, che si sono prestate gratuitamente per questa giornata, e degli Istruttori nazionali di Diritto Internazionale Umanitario del Comitato di Latina e Roma coordinati dal volontario Lorenzo Munari, i ragazzi hanno attraversato le tappe fino al processo davanti al tribunale penale internazionale in cui i principi di diritto spiegati, applicati e, a volte, anche “violati” durante il gioco, sono stati applicati dalla corte.

Il secondo evento, invece, ha visto protagonista il direttore dell’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze, il tenente colonnello Francesco Elia, il quale ha tenuto una lezione informativa alla presenza dei volontari della Croce Rossa e della popolazione civile sulle nuove tipologie di conflitto e le armi non convenzionali, facendo riferimento, in particolare, agli attuali contesti di conflitto armato in Libia, Siria e Striscia di Gaza. Con materiali ufficiali come documenti e video diffusi da organi governativi dei diversi paesi di cui si è parlato, oltre a riferimenti mediatici, il colonnello Elia ha illustrato le difficoltà nell’applicazione della normativa internazionale in questi contesti e le conseguenze militari e civili di questi conflitti contemporanei.

COSA E’ IL RAID CROSS. Si sviluppa attraverso una seria di postazioni o stazioni, ideate per incrementare l’apprendimento degli aspetti umanitari coinvolti nelle situazioni di conflitto. RAID CROSS aiuta a creare la mentalità dei cittadini del mondo, fornisce informazioni sui diritti ed enfatizza l’importanze delle regole nella vita quotidiana. Gli Stati aderenti alle Convenzioni di Ginevra hanno il dovere di diffondere la conoscenza del diritto internazionale umanitario il più profondamente possibile ed in tutte le sfere, inclusa la società civile e i giovani. Il diritto internazionale umanitario è un insieme di regole che mirano ad alleviare le sofferenze delle vittime dei conflitti armati e iniettare un po’ di umanità nella guerra, prevenendo il più possibile la perdita delle vittime e i danni. Il diritto internazionale umanitario può quindi essere considerato come un indispensabile parte delle conoscenze e abilità che formano il nocciolo universale dell’educazione di base.

Cos’è RAID CROSS? RAID CROSS utilizza il diritto internazionale umanitario come uno strumento per incoraggiare riflessioni più profonde sul comportamento umano. Si concentra sulla protezione della vita e della dignità umana in tempo di guerra e, più generalmente, in tutte le situazioni quotidiane. Il rispetto per il DIU può aiutare a contenere l’escalation di violenza, come pure la distruzione e la sofferenza causata dal conflitto armato. Può quindi promuovere il ritorno al significato pacifico della risoluzione dei conflitti che previene non necessarie sofferenze e preserva la dignità umana. Gli adolescenti sono circondati dalla violenza, che normalmente vedono in ambito politico o storico (attraverso i media, l’insegnamento, la letteratura) o in quello del divertimento (video-games, film).

L’obiettivo di RAID CROSS è di rendere gli adolescenti consapevoli della realtà del conflitto armato e delle azioni umanitarie, dando loro gli strumenti per interpretare gli eventi, le notizie e la violenza in generale. Come ogni altro programma per diffondere il diritto internazionale umanitario e per creare una consapevolezza ai problemi umanitari, RAID CROSS non indirizza verso nessuna radice politica o ideologica di nessun particolare conflitto. Perchè il gioco di ruolo? L’insegnamento del diritto internazionale umanitario è uno degli obiettivi principali della Croce Rossa in tutto il mondo. I metodi che usa si evolvono e sono adattati per il target di auditori. Per i giovani ragazzi la Croce Rossa Belga e Francese hanno adottato il gioco da tavolo LIMITO, RAID CROSS enfatizzando l’apprendimento di gruppo e “learning by doing”. L’esperienza dei giovani partecipanti durante l’attività sarà il fondamento della loro nuova conoscenza. Azioni umanitarie e diritto internazionale umanitario sono “discipline” che per gli adolescenti sono più accessibili attraverso dimostrazioni pratiche, esempi e giochi. Nel corso dell’attività, i partecipanti prendono successivamente il ruolo di prigionieri, civili, soldati e operatori umanitari che li portano a scoprire, da diversi punti di vista, quali sono le reali difficoltà di vivere in situazioni di conflitto e anche le regole che governano queste estreme situazioni.

COME SI GIOCA Presentazione generale Contesto “Siamo nello stato di Haddar. Questo paese è stato attaccato dall’esercito di Delda, un vicino stato, e il conflitto armato continua da 13 mesi. I giocatori si muoveranno sul territorio come abitanti di Haddar” Raid Cross, ideato per ragazzi tra i 12 e 18 anni, si presenta come un circuito che collega varie “situazioni”, poste in un paese in guerra. Ad ogni postazione, i giocatori si confrontano con differenti aspetti del conflitto e per raggiungere questo scopo prenderanno successivamente il ruolo di civili, soldati ed operatori umanitari. Cos’è una postazione? Ogni postazione comprende due fasi ed è il soggetto di diversi fogli di informazione. Nella prima parte del gioco, i giocatori entrano nel ruolo che il loro team leader e il facilitatore li hanno spiegato. Questo supporto metterà i giocatori in differenti ipotetiche situazioni di un conflitto armato. Le attività sono pensate per illustrare le regole e per mostrare loro l’applicazione pratica. In questo modo i partecipanti prendono familiarità con il diritto internazionale umanitario, che durante il gioco è chiamato “la legge della guerra”. La seconda fase della postazione, seguendo il gioco di ruolo, prende la forma di una discussione tra il team leader e i giocatori. Questo debriefing da l’opportunità di spiegare le regole che i giocatori hanno avuto modo di esprimere in pratica nel corso dell’attività. Il team leader Ogni gruppo è capeggiato da un istruttore che ha il ruolo di team leader. Ha una doppia funzione. Primo, è il referente per i giocatori attraverso il circuito e supervisiona i passaggi tra una postazione e l’altra. Secondo, conduce i debriefing alla fine di ogni postazione. Quindi il team leader deve essere capace di spiegare il diritto umanitario e saper rispondere alle domande dei partecipanti. Il requisito principale non è tanto la conoscenza che ha appreso durante la preparazione del gioco, ma piuttosto la sua abilità di supervisionare un gruppo di giocatori e di adattare quello che deve dire ai membri della squadra. Per questa ragione è vitale che il team leader assimili tutte le regole un certo tempo prima del gioco leggendo attentamente i fogli di informazione o addirittura se possibile, prendendo parte ad un corso di diritto umanitario internazionale.

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