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Piccioni in città, Lessio: “Non siamo in uno stato d’emergenza”. Coluzzi: “Risposte insufficienti”

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Un altro campanello d’allarme in merito alla questione igienico sanitaria. quello relativo alla presenza di colombi nell’ambiente urbano. Tematica affrontata nel corso del Question Time di questa mattina, durante il quale il consigliere di opposizione Matteo Coluzzi ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da Enrico Forte che però non era in presente in IMG-20160825-WA0001aula.

I rischi legati alla presenza di questi volativi sono molteplici: da problemi respiratori per bambini ed anziano, passando per la trasmissione di diverse malattie –  come la salmonellosi e la chlamydiosi- fino alle possibili infestazioni di cimici, pulci ed acari presenti nelle colonie.  Senza dimenticare gli ingenti danni provocati al patrimonio pubblico e privato. Un’istanza, quella portata in aula consiliare da Coluzzi, scaturita da diverse raccolte firme e segnalazioni alla Asl. .

Quello che il giovane consigliere ha chiesto è un tempestivo intervento indirizzato verso la riduzione della numerosità di questa specie di uccelli e la bonifica di aree gravate da un significativo inquinamento biologico, magari inserendo nel bilancio un impegno di spesa ad hoc. “La comunità scientifica e gli organi tecnici ufficiali – ha commentato – come l’INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) concordano nel ritenere che la competenza in materia di gestione di tali animali va individuata nell’amministrazione comunale, d’intesa con i servizi veterinari delle Asl. Dunque l’interrogazione odierna era finalizzata a conoscere quali strumenti verranno messi in atto dal Sindaco e dalla Giunta in risposta all’emergenza.”

La risposta di Roberto Lessio ha cercato di contenere le preoccupazioni avanzate da Coluzzi e di rassicurare la cittadinanza in merito. L’assessore all’Ambiente ha infatti spiegato che, secondo roberto-lessiol’amministrazione, a Latina non esiste un emergenze, in quanto la numerosità delle varie colonie di piccioni e colombi sarebbe distante dal limite di 300-400 unità per km quadrato stabilito dalla normativa in materia; non sarebbe, dunque, corretto parlare di stato emergenziale. Ed ha precisato che la pulizia del guano di questi animali è delegata alla Latina Ambiente.

Tuttavia persistono le criticità riguardo realtà più circoscritte, come quella di un abitazione in Via Cori, dove, dopo che l’anziana proprietaria è morta, diversi piccioni ne hanno fatto il proprio rifugio, con ripercussione sull’appasto igienico per tutta la palazzina. Tutte situazioni, comunque, in cui l’amministrazione non può intervenire senza l’assenso dei privati.

Le soluzioni – abbastanza generiche – da mettere in campo sarebbero due: l’introduzione di reti nei luoghi privati che non permettano ai volatili di nidificare e diradare le chiome degli alberi per evitare che stazionino tra rami durante la notte.

Ma i chiarimenti dell’assessore non convincono Coluzzi: “Oltre alla descrizione delle peculiarità relative ad altre specie di uccelli (dagli storni agli allocchi, cosa non richiesta dall’interrogazione) – ha dichiarato in una nota stampa –  non sono state fornite risposte dettagliate riguardo gli strumenti che verranno messi in atto per risolvere tempestivamente tale problematica. Mi auguro al più presto che venga fatta chiarezza e venga definita una linea di intervento per l’attuale emergenza igienico-sanitaria”.

Comments

comments

  • giorgio

    Certo se parla questo del partito democristiano siamo a posto, date spazio a chi ha vinto del vostro partito, Carnevale!

    • X

      Certo che se parla un parassita che nelle amministrazioni precedenti ha DISTRUTTO Latina rimanendo in silenzio perché aveva la fetta di torta da rubare…
      Lasciate lavorare chi ha VINTO le elezioni. LBC!
      L’opposizione si vergogni solo di aver ridotto Latina in queste condizioni!

  • rompiglio

    Ma al sugo, non so boni i piccioni?

  • pasquino

    Se non sbaglio, circa 25 anni fa, fu proprio un sindaco di Latina che ” importo'” i piccioni andando li a prenderli a Venezia.
    Ora, questo problema, esiste da più di 20 anni, risolto sempre a chiacchiere buttando dalla finestra soldi su soli ( guarda un po’ )
    Io non ho la soluzione, anzi credo che la mia sia poco apprezzata ed impraticabile, ma invece di chiedere a LBC cosa intenda fare, avanzassero qualche idea, se ne hanno, altrimenti evitino di chiedere soluzioni immediate dove loro non sono riusciti in anni.

MandarinoAdv Post.