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Il pomodoro cambia colore e taglia: il Torpedino di Fondi conquista tutti i palati

pomodoro-torpedino-fondi-latina24oreLa pummarola è uno dei simboli del made in Italy nel mondo. L’Italia, secondo il Rapporto Orfofrutta 2016 di Nomisma per Unaproa, grazie ad un export di 1,8 milioni di tonnellate nel 2014, è il principale esportatore di conserve di pomodoro a livello mondiale. A toglierci però il primato produttivo è un gigante del calibro della Cina, primo produttore planetario di pomodoro, nonché di melanzana, cavoli e broccoli, lattuga e cicoria, aglio. Davanti a questo colosso, l’Italia prova ora a distinguersi sui mercati esteri con nuove varietà e un gusto in linea coi valori della Dieta Mediterranea.

Cercando peraltro di catturare la crescente domanda interna di healthy e comfort food che viaggiano in controtendenza con la crisi. E tra le novità dell’estate cresce l’offerta di mini pomodori, dai colori giallo, verde e persino marrone-nero, come il Cumano.

Nel Lazio sta facendo parlare di sé il Torpedino, un gustoso mini San Marzano, fratello del più noto Datterino. Si tratta di una varietà di piccola taglia, mediamente 25 grammi ad esemplare, caratterizzato da decise note aromatiche di elevata persistenza e un equilibrato rapporto fra dolcezza e acidità, come attestano le analisi sensoriali di Agro Camera, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Roma. Il verde si presta a un consumo fresco, mentre il rosso dà il meglio nella trasformazioni in sughi che rievocano il sapore di una volta.

A crederci una squadra di coltivatori di Fondi (Latina) che – con Mariano di Vito centravanti e ideatore del progetto – hanno scommesso dal 2011 sul successo di questa varietà, la cui versatilità in cucina è stata dimostrata dal farmer-chef Antonello Colonna con un menu a tutto Torpedino, dal succo al dessert. Nell’orto del resort a Valle Fredda-Labico lo chef coltiva 300 piante e ne fa un omaggio gradito in particolare ai turisti stranieri.

pomodoro-torpedinoIl Lazio, ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Carlo Hausmann, «ha una grande tradizione culinaria in rosso ma finora non aveva un suo pomodoro territorio. Il Torpedino nel suo piccolo è perfetto e sta dimostrando tante attitudini: gusto molto dolce, essendo robusto può viaggiare ed essere manipolato, monoporzione. Da qui l’impegno a farne un progetto di filiera nel Psr (Programma di sviluppo rurale) che investirà sia la ricerca che la logistica distributiva con una piattaforma che va aumentata. In prospettiva – secondo Hausmann – ci sono tutte le premesse per farne una scommessa vinta». Siamo davanti, ha sottolineato il dg vicario di Agro Camera Valentina Canali, a «un modello imprenditoriale che partendo dalle radici e da un stretto legame con la terra, riesce ad innovarsi e a rendere semplice, grazie al bicchiere da passeggio, il consumo del prodotto-principe della Dieta Mediterranea».

«Veniamo da anni di standardizzazione del gusto e oggi – ha concluso Andrea Mazzucato, genetista dell’Università della Tuscia – si registra un’apertura verso nuove tipologie di una produzione orticola che rappresenta la tradizione e il futuro del made in Italy. I pomodori di nuova generazione devono però avere particolari parametri: il gusto, essere resistenti nel trasporto, produttivi, adatti alla Gdo, quindi con numeri, estetica, e conservabilità idonei agli scaffali nella grande distribuzione».

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