Website Security Test
Banner Bodema – TOP

Esami di maturità da privatista, tasse fino a 400 euro

  • scuola-esame-maturita-studenti-studentessa
  • scuola-esame-maturita-studenti

A tanti dei 15mila candidati esterni della Maturità 2016, il diploma è costato caro. Almeno a guardare le segnalazioni arrivate alla redazione di Skuola.net e i dati di una web survey del portale. Circa la metà degli intervistati ha versato una quota per poter sostenere l’esame e per 2 su 5 di loro si parla di contributi ulteriori, rispetto alla normale tassa d’esame, che superano persino i 400 euro.

A Roma, secondo quanto riferisce Skuola.net, un istituto professionale per i servizi socio – sanitari quest’anno ha chiesto ai suoi candidati esterni il pagamento di 160 euro da aggiungere alla tassa statale di 12,09 euro. Un istituto di istruzione superiore di Latina, ne ha voluti poco più di 77.

Da Milano sono giunte alla redazione richieste di aiuto di privatisti per i quali le cifre andavano dai 150 ai 200 euro. E al Sud in alcuni casi i ragazzi hanno dovuto sborsare persino 300 euro per potersi diplomare. Una questione, quella dei contributi per i privatisti, già trattata dal Ministero dell’Istruzione nell’ordinanza ministeriale n. 252 del 19 aprile 2016 in cui si legge che per questa categoria di studenti, effettivamente, un contributo aggiuntivo alla tassa d’esame è previsto o comunque tollerato. Sono le singole scuole a stabilirne l’ammontare: «Per quanto riguarda il pagamento dell’eventuale contributo da parte dei candidati esterni – si legge – esso deve essere effettuato e documentato all’istituto di assegnazione dei candidati, successivamente alla definizione della loro sede d’esame».

Leggendo l’ordinanza ministeriale sembrerebbe tuttavia – osserva il portale – che questa somma in più possa essere richiesta solo qualora ci siano prove pratiche di laboratorio con le quali fare i conti. Anche sull’importo ci sono dei limiti, correlati all’effettivo costo di materiali e attrezzature: «La misura del contributo, pur nel rispetto delle autonome determinazioni e attribuzioni delle istituzioni scolastiche sia statali che paritarie, deve, comunque, essere stabilita con riferimento ai costi effettivamente sostenuti per le predette prove di laboratorio».

Ben il 74% dei privatisti ha raccontato però a Skuola.net che il suo esame non richiedeva lo svolgimento di alcuna pratica di laboratorio. In questi casi cosa si fa? «Il contributo è restituito, a istanza dell’interessato, ove le prove pratiche non siano state effettivamente sostenute in laboratorio» è la risposta che Skuola.net ha avuto dal ministero. Insomma, se queste prove pratiche non ci sono, lo studente può chiedere il rimborso. Peccato che circa il 54% dei candidati esterni intervistati abbia raccontato a Skuola.net di non essere a conoscenza di questa opzione. È quindi facile immaginare che in questi casi gli istituti si siano tenuti i soldi dei contributi. A quanto ammontano queste entrate? Laddove si è pagato, nel 40% dei casi si tratta di cifre superiori ai 400 euro, ma un ulteriore 20% denuncia richieste comprese i 100 ai 300 euro mentre infine l’ 8% tra si è attestato tra i 300 e i 400 euro.

Comments

comments

MandarinoAdv Post.