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Agenzia del Farmaco a Latina, Roma o Milano? Decideranno gli stati membri dell’UE

ema-agenzia-del-farmaco-europea-sede«Ho letto sulla stampa italiana che è stata avanzata l’ipotesi di candidare come nuova sede dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) anche Roma e Latina, oltre a Milano. La mia posizione rimane invariata: l’Ema al momento opportuno porterà tutti gli elementi utili per la scelta alle istituzioni, ma saranno gli Stati membri a decidere». A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Guido Rasi, direttore esecutivo dell’ente regolatorio sui farmaci che, dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, dovrà ‘traslocarè in un’altra delle ormai 27 Nazioni Ue.

L’Italia si è candidata nelle scorse settimane con Milano, e Rasi ha già «incontrato il neosindaco Sala», ma anche il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, in queste ore a Londra, ha espresso la volontà di mettere in campo un’azione congiunta Regione-Comune per portare a Roma la sede dell’Agenzia europea del farmaco. E lo ha fatto con una proposta-invito contenuta in una lettera indirizzata al sindaco di Roma, Virginia Raggi. A Rasi per ora non risulta «alcun incontro programmato a Londra con Zingaretti, fra l’altro io sto partendo per Madrid», ma non è detto che in futuro questo non avvenga.

C’è poi la candidatura, senz’altro più difficile, di Latina che vanta il più grande polo farmaceutico italiano. Basterà a far valere le proprie ragioni?

Per quanto riguarda i tempi per la scelta della nuova sede e per il trasferimento dell’Agenzia «non sono ancora prevedibili – dice Rasi – potranno esserlo solo dopo la firma dell’articolo 50 da parte del Regno Unito: da quel momento potremo avanzare delle ipotesi». I parametri sulla base dei quali verranno valutate le città candidate vanno dalla capienza alberghiera all’efficienza dei trasporti pubblici, dal livello di sicurezza alla frequenza dei voli dalle altre capitali europee. A questi quattro elementi andranno aggiunte, naturalmente, le valutazioni politiche, e si prenderà anche in considerazione il fatto che il Paese che ospita la città candidata abbia sul proprio territorio un’importante Agenzia europea. L’Italia, per esempio, è già sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e potrebbe apparire per questo motivo meno ‘candidabilè rispetto ad altri Stati membri.

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