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Elezioni, Coletta chiude la campagna elettorale: La storia di Latina cambierà dal 20 giugno

coletta- conferenzaUltimo confronto con la stampa per Damiano Coletta, in attesa della manifestazione che andrà a chiudere la campagna elettorale.

“Hanno provato a cercare scheletri nell’armadio, ma quello che hanno trovato sono solamente i loro scheletri riflessi”. È L’amara considerazione con cui il candidato di LBC apre la conferenza. Detto ciò,  non perde l’occasione di denunciare gli attacchi – secondo lui di basso livello – arrivati dalla controparte politica. “Questo è espressione della moralità di certi personaggi. Pensano che siano tutti come loro, abituati all’imbroglio.” Un Coletta apparso per certi versi quasi provato da questa lunga campagna iniziata ad ottobre: “Le regole del gioco prevedono anche entrate a gamba tesa, tuttavia sono rimasto rammaricato dal comportamento del mio avversario”.

Continua poi col ricordare due aspetti cardine della suo programma e della sua concezione di politica: legalità e trasparenza. “Non è un tema demagogico, tutti cittadini devono esserne consapevoli. Bisogna fare attenzione alle parole: io non ho parlato di città mafiosa, ma con infiltrazioni di stampo mafioso. Parlo di una classe politica collusa con il malaffare. Va definito chi fa cosa e come; l’amministrazione deve apportare un controllo costante agli uffici tecnici, così come i cittadini devono avere i mezzi per poter verificare l’operato dei loro rappresentanti in Comune”.  Un concetto che il cardiologo rapporta con quello di integrità. “Siamo un gruppo di cittadini che ha condiviso un percorso in totale libertà”.

Non manca una considerazione sulla tematica della criminalità e della sicurezza: “La micro-criminalità si combatte con un incremento delle forze di polizia e della videosorveglianza. La macro-criminilità invece presenta ben altri settori su cui andare ad agire”

Ma l’argomento più caldo è forse quello delle accuse mosse da Calandrini su suoi presunti accordi – o “inciuci”, termine utilizzato dal leader nazionale di FdI Giorgia Meloni – con PD e Forza Italia. “La scelta per questa città non può passare attraverso accordi e spartizioni. Il termine ‘compromessi’ non vuol dire questo. Eventualmente significa avere una capacità dialettica nel trovare una sintesi della varie posizione per il bene della città”.

L’ultimo commento ha le sembianze di un appello elettorale ai cittadini: “La storia cambierà dal 20 giugno. Manderemo a casa un sistema politico che si è incantato su stesso, che ha letteralmente bloccato la città. L’augurio che faccio a Latina e a tutti noi è quello di abituarci alla bellezza.”

La campagna dell’homo novus della politica latinense giunge alla conclusione. Tra meno di 72 ore sapremo se i cittadini hanno accolto il suo messaggio, se si lasceranno sedurre dal cambiamento, o opteranno per “l’usato sicuro”. Quel che è certo è che sono state poste le basi per una nuova forma di coscienza e consapevolezza civica, e questo per una città come Latina non è poco.

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