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Coletta–Calandrini: scontro finale tra urla e fischi. Ecco come è andato il confronto punto per punto

bc77b38a-2c98-4c8a-9dce-521dac8533d2La campagna elettorale per le amministrative sta per giungere finalmente al termine. In una piazza del Popolo gremita è andato in scena il confronto finale tra Coletta e Calandrini, i due sfidanti che, dopo mesi di dibattito non sempre improntato sull’analisi delle problematiche e sui contenuti, si contenderanno la poltrona di Primo Cittadino alle urne la prossima domenica. Una tribuna elettorale a due, condotta da Alessandro Panigutti, svoltasi nel complesso in maniera democratica e civile, se si considera la dialettica tra i due candidati.

Degli aggettivi che, per alcuni tratti, non hanno rispecchiato l’atteggiamento del pubblico spettatore, che con fischi e urla da “fiera della forca”, ha più volte sovrastato le parole di Calandrini apparso comunque determinato. Il candidato di centro-destra, che si è ritrovato a dovere tener conto del suo decennale operato in Comune davanti ad una folla per buona parte a lui ostile, ha tutto sommato tenuto botta alle accuse dell’avversario.

Dall’altra parte un Coletta che, mediaticamente, non ne sbaglia una. Duro quando c’è da sottolineare criticità e dissesti di anni cattiva gestione, semplice e coinciso (a volte, forse, troppo) quando si parla di proporre. Ma ovviamente questi sono i limiti di un dibattito che è stato condotto su dei tempi di risposte pari a 2 minuti e mezzo, con un minuto bonus per un’eventuale replica.

Diversi gli argomenti trattati, su molti dei quali si è arrivati allo scontro anche acceso.

Composizione della giunta. La prima domanda non poteva che riguardare il profilo e i nomi della Giunta. Entrambi gli aspiranti sindaci rimangono vaghi in materia, seppur assicurando una matrice per buona parte tecnica. I due preferiscono non sbilanciarsi, rimandando il discorso in un tempo successivo all’esito del ballottaggio. Coletta, trovandosi a dover rispondere all’accusa di aver accettato di buon grado i voti di PD e Forza Italia, puntualizza: “I segretari dei partiti non sono i proprietari del voto dei cittadini. Non ci sono coalizioni con cui fare patti. Avremo una Giunta libera senza cappio al collo. Questa città ha bisogno di libertà e competenza”

I due sono scesi in campo perché… “Vedere cittadini rassegnati e umiliati – continua Coletta – mi ha convinto a scendere in campo. Se ci fosse stata un’amministrazione all’altezza avrei continuato a fare il mio lavoro”. Chiaro il concetto del candidato LBC, che dall’inizio della campagna elettorale insiste un discorso di base molto semplice. Lui, così come i consiglieri che porterà nella prossima assise, non vive o ha vissuto di politica. “In questa città si ha un’idea distorta di democrazia” tuona invece Calandrini, montando una polemica su quali siano stati i cosiddetti “metodi democratici” che hanno portato alla nomina di Damiano Coletta a candidato sindaco per il movimento nato da una costola di Rinascita Civile. “Io mi sono messo in discussione e mi sono candidato solo perche la città ha scelto Nicola Calandrini alle primarie. Questa è la democrazia vera: noi abbiamo portato quasi 10000 persone a votare.”

Questione Rifiuti: LatinaAmbiente, bando di gara e raccolta differenziata. Si entra subito nel merito dei contenuti.  Al centro della questione il tema dei rifiuti, che vede da un lato LatinaAmbiente in stato di liquidazione – con il Tribunale che tuttavia, nell’udienza fallimentare dello scorso 13 maggio, ha approvato la proposta di concordato preventivo per la società che è latina-ambiente-sedeper il 51% pubblica –  e dall’altro la pubblicazione del bando di gara
europeo per la gestione privata del servizio, una concessione di sette anni da oltre 120 milioni di euro che prevede già nel secondo anni di portare il regime di raccolta differenziata dal 35% attuale al 70%. “LatinaAmbiente nasce 18anni fa, grazie ad un bando europeo, in un momento storico in cui il sistema di società partecipate in Italia funzionava molto bene. Latina è uno dei Comuni nel Lazio con il regime di raccolta differenziata più alto”, prova a giustificare Calandrini, mettendo subito le mani avanti, e procedendo col criticare il bando pubblicato dal commissario: “Un bando da rivedere in quanto i costi sono sottostimati rispetto a quelli attuali. Bisogna valutare se procedere in questa direzione o pensare ad un discorso di house providing” Non ci sta Damiano Coletta, che lancia la stoccata ”L’Europa ce lo ha chiede dal 2003 di portare al 65% la raccolta differenziata. Il mio avversario mi deve spiegare purché tale obiettivo non è stato raggiunto”.

Il terreno minato dell’urbanistica. Anche su questo tema Coletta non le manda a dire al suo avversario: 12 inchieste della magistratura e due assessori all’urbanistica indagati: Caffè e ammazzacaffè.” L’ex presidente di RinascitaCivile va a ribadire ancora una volta che la linea di LBC in ambito urbanistico sarà prima di tutto all’insegna della legalità ed il rispetto dell’iter normativo. Una situazione che sfiora il dissesto a causa dell’annullamento delle varianti relativi a sei PPE, la revoca di 89 Print nonché del cosiddetto Masterplan del 2012 per lo sviluppo urbanistico, e che acquisisce proporzioni anche maggiori nelle periferie e nei borghi, dove manca un serio progetto di recupero e riqualificazione.”Andremo a ricollegare i borghi, delle realtà a cui si va solo a chiedere voti. Quello che faremo è costruire sul costruito”. Ma Calandrini rilancia: “Il nostro progetto non solo sventa l’utilizzo di nuova cubatura, ma prevede addirittura di una rifusione”. L’ex presidente del Consiglio Comunale gioca la carta del “Il mio avversario la butta sulla filosofia”, un’accusa che viene rievocata più volte del corso dal dibattito. Gioca poi l’all in parlando di operazione sequestro-palazzo-malvaso-borgo-piave-6verità, auspicando che quei piani attuativi vengano rimandati al giudizio del Consiglio. Ed è allora che Coletta ne approfitta per scagliare sul tavolo del confronto un pensiero che in quel momento stava facendosi strada nella testa di molti, anche dei più “garantisti” (e forse anche di qualche calandriniano): “io non so se lui è un sosia della persona che stava in Consiglio…”

ZTL: unico punto di accordo.  Parlare di isola pedonale se non si ridà un ruolo al centro sarebbe quasi superfluo. E allora avanti con ZTL, con delle fasce di orario di apertura al traffico del centro durante la settimana, in modo da poter misurare i flussi in rapporto con i dati forniti dai commercianti della zona. Per l’isola pedonale se ne riparlerà in un futuro, a quanto pare, tutt’altro che prossimo.

Acqualatina: roccaforte dei centri di potere. Il rinnovo del cda di Acqualatina è stata una delle cause che ha fatto cadere le ultime due amministrazioni a Latina. Recenti sviluppi vedono Acea pronta ad acquisire le quote dei francesi di Veolia, attuale socio privato. Ma sembra tuttavia ancora non tramontato il progetto della Regione Lazio di creare un azionariato tra i comuni per i bacini del Lazio.  Ed è proprio nella deprivatizzazione del servizio che risiede il nodo questione, come sancito dal referendum del 2011, e su questo tema Calandrini sottolinea: “In Acqualatina si ragiona per voto ponderato. Latina ha l’11% di quote. Bisogna cambiare la governance di quella società, e questo è quello che farò nella Conferenza dei Comuni.. Pd e Forza italia, che gestiscono Acqualatina,  per questo motivo non mi vogliono sindaco” Replica Coletta: “Non facciamo i furbi. A pranzo o a cena con chi ha detto lui non ci sono stato di certo io”.

Metro Leggera: i conti senza l’oste. Un contratto stipulato nel 2009 dall’allora amministrazione Zaccheo che si presenta senza tener conto che la Regione non avrebbe coperto le spese una volta realizzata. Se rescindiamo il contratto con la società a cui è stata affidata la concessione paghiamo una penale di 30 milioni di euro, se si procede con il progetto potremmo andare incontro ad un indebitamento di 250 milioni per i prossimi trenta anni. “Un contratto sbilanciato a favore del concessionario e sottoscritto senza le garanzie dalla regione.” commenta Coletta, Tutto questo per una linea che impiegherebbe 50 minuti per percorrere il tratto Q4/Q5- Latina Scalo. Sommersa dai fischi l’abbozzata e, a quanto pare, inefficace replica di Calandrini.

Stranieri, accoglienza e criminalità: Al Karama va chiuso oppure no? Ancora in disaccordo i due candidati. Coletta è per il mantenimento della struttura, seppur con un incremento delle forze di polizia e del sistema di videosorveglianza. Più netta la posizione di Calandrini” Latina deve essere la città dell’accoglienza, ma tolleranza zero su cui delinque. Al karama va chiuso, il progetto di integrazione è fallito. Al Karama26324151Bisogna smantellare un ghetto”. Una tematica anch’essa centrale, visto che per il centro di accoglienza (sempre che possa essere ancora chiamato in tal modo) – nato sempre durante il mandato di Zaccheo, in cui Calandrini andava a presiederne l’assise – sono stati investiti oltre un milione e mezzo di euro.

Il dibattito che si era incanalato in modo abbastanza netto su tematiche concrete, conclude la parabola discendente con il tutt’altro che disatteso tentativo di  Calandrini di spostare la questione sul piano dell’ideologia, proprio come successo negli ultimi giorni. “Questa città non ha bisogno di avventure. Ho cambiato il centro destra, ho messo all’angolo PD e Forza Italia. Io prenderò i voti dai miei cittadini, Coletta prenderà i voti da Fazzone e Moscardelli”. Bordata di fischi, “buffone” è il coro che scandisce il termine del confronto. Non proprio un esempio di civiltà e democrazia, che rivela tutti i limiti di una realtà di provincia quale è Latina. Ma in realtà il punto è un altro. Una sorta di legge del contrappasso quella che si è abbattuta ieri sera sul candidato di centro-destra: se per anni punti a parlare alla pancia dell’elettorato, facendo leva su un dogmatico senso di appartenenza politica, ci può stare che, arrivati ad un certo punto, la pancia di quell’elettorato deluso e rancoroso ti risponda a pernacchie, anche quando provi a mettere sul piatto i contenuti. Perché, condivisibili o meno, Calandrini nella tribuna condotta da Panigutti ha provato a esporre la propria prospettiva di conduzione della città, e gliene va dato atto.

Un atteggiamento forse necessario visto lo svantaggio da recuperare sull’avversario, che ad oggi pare tangibile. Dall’altra parte un Coletta a cui basta rimembrare gli orrori delle passate amministrazioni – nei quali Calandrini ha una fetta non trascurabile di responsabilità – per tenere testa al leader pontino di FLI, anche senza andare troppo a fondo nell’analisi dei vari argomenti.

Tuttavia la partita è ancora aperta. La politica contro il civismo e l’associazionismo. Vecchio contro nuovo. Esperienza dei singoli di fronte alla cooperazione del collettivo. Agli elettori l’ardua sentenza.

Comments

comments

  • homer

    “Se sarò sindaco difenderò la legalità con le unghia” cit Calandrini…a quel punto la gente si è staccata le braccia dal corpo…ho visto cadere mascelle nel momento in cui riferiva che a Latina non ci sono infiltrazioni…ah stamattina riceverà una telefonata da Zio Claudio, uomo da 20mila voti a cui ha promesso di entrare in acqualatina e fare la rivoluzione…lo metterà a cuccia.

  • Lupino Buzzo

    una fiera della maleducazione, i sostenitori di Calandrini in gran parte tatuati ed in difficoltà nel capire i concetti esposti
    ma che sta a ddì ? ed era vero, non era ironia, concetti come cultura, edilizia sostenibile, percorsi ciclabili, per certa gente sono difficili da assimilare

    • homer

      Proporrei la laurea per fare il consigliere, anche la triennale, ma almeno laureati…inoltre ci sono un paio di personaggi da comunità…uno ci è stato…l’altro ne ha bisogno…quindi propongo un test per evidenziare eventuali tossicodipendenze…se vogliono elevarsi a consiglieri per un gruppo di cittadini devono dimostrare di esserlo anche eticamente e moralmente.

  • Italo

    Non mi sembra che calandrini sia stato sovrastato dal pubblico e non abbia potuto parlare..lui invece ha più volte sforato il tempo assegnatogli togliendosi a Coletta.

  • Alfio

    Sicuramente se e dico se dovesse passare Calandrini, vicesindaco sarà Tiero Enrico e assessori il fratello di Tiero, Raimondo e Di Cocco…. tutta gente già presente nelle vecchie amministrazioni! Povera Latina…

    Speriamo che vinca Coletta almeno proviamo qualcosa di diverso altrimenti tra qualche mese nuovo commissario…

  • LUDOK

    Coraggioso l’intervento di Calandrini, ma obiettivamente scarno di contenuti e privo di proposte. Mi sembra che si stia rendendo conto della perdita di credibilità innanzi alla cittadinanza per colpa della gestione politica della città a cui lui stesso ha partecipato negli ultimi dieci anni. Come si dice in romanesco, bisogna metterla in caciara…..

  • clemente

    che schifo calandrini, dovrebbe vergognarsi, latina sveglia!

  • roberto

    Da anni Fazzone vuole il completo controllo su Latina, A suo tempo far fuori Zaccheo fu la prima mossa. Geniale trovare una testa d’ariete così ben camuffata per riprovare a battere la destra pontina. E, pensandoci un pò, risultati per arrivare al ballottaggio non si ottengono senza importanti alleanze. Fazzone ci sa fare. E … chi si dichiara come “Nuovo”, faccia attenzione: o gli si accorceranno le gambe, o gli si allungherà il naso.

    • Francesca Visca

      E Calandrini da anni ci è andato a braccetto.
      Alcuni se li porta ancora con se ancora oggi: Tiero, Di Cocco, ecc… e presto torneranno tutti insieme.

      Chi scrive queste cose credo che non viva a Latina. Oppure si barrica in casa perché basterebbe farsi un giro per vedere erba alta, buche, passerelle al mare pericolanti o rotte, gestione rifiuti pessima, acqualatina vergognosa e cementificazione di qualsiasi spazio utile a scapito del verde.

      Chi vota Calandrini vuole distruggere Latina! Vuole che Latina sia abbandonata a speculazioni di pochi e loschi figuri.
      Se avete queste intenzioni, fate un favore alla collettività, domenica 19 fate una passeggiata a Latina (al mare, nei borghi, nelle zone periferiche) e dopo aver visto lo schifoso stato in cui giace, forse, cambierete idea… sempre se non sarete inghiottiti da una voragine.

  • Rompiglio

    MI dispiace che Coletta non condivida la scelta di chiudere Al Karama facile covo di illegalità (forse i suoi sostenitori vivono in citta); altrettanto mi dispiace che Calandrini (e la Meloni) non abbiano usato lo stesso concetto di tolleranza zero verso le ben note famiglie delinquenti di Latina, che nelle precedenti amministrazioni facevano il bello e cattivo tempo, quasi indisturbati o tollerati se non di più.

  • haran banjo

    non ci sono proposte perchè non possono fare nulla. Nessun sindaco di qualunque colore politico può far nulla eccetto la ordinaria amministrazione. Tutte frasi da zero a zero. Meglio Barbato.

    • homer

      non conosco la tua esperienza in materia…ma per la mia il sindaco può rivoluzionare tutto il territorio, se decide che la città deve andare da quella parte, ci va…altra cosa è trovare le risorse…

      • haran banjo

        Ti sei risposto da solo…le risorse. Quindi senza mezzi non rivoluzioni proprio nulla.

  • WOL

    Dal tempo del Questore D’Angelo ad oggi, le Forze dell’Ordine sono state in prima linea, con ottimi risultati per sconfiggere la delinquenza organizzata dei D. S. e T. G., che andavano sotto braccio a Politici e Amministratori locali. Quando si riuscirà a togliere il Potere a tali Amministratori se continuiamo a votare chi ha condiviso : Partito, Banchetto e Direttori d’Orchestra (Fondani)

  • Firm

    Come al solito facili illazioni! Nessuno è’ il detentore della verità’. In effetti è’ vero che potenza fazzoniana farà’ anche questa volta il suo corso : con Coletta i modo più’ veloce (vista l’inesperienza) con Calndrini un po’ più’ lentamente. Apprezzo comunque gli uomini (sia Calandrini che Coletta) per aver deciso di partecipare da soli. Ma ahimè, come letto in uno dei precedenti commenti, credo, ma non spero, che sarà veramente difficile attuare qualsivoglia programma.

  • pasquino

    La forza di un Sindaco, sta, oltre che nella bontà dei suoi progetti, anche nel sostegno dei cittadini. Il cambiamento non è opera di un singolo ma di tutta la collettività.
    Se Coletta verrà eletto, aspettiamoci bassezze di ogni tipo, e non molliamo alla prima occasione populista.

  • Lupino Buzzo

    non credo proprio che Coletta sia asservito a Fazzone: chi dice questo è in malafede evidente, il Calandrini ci andava a braccetto fino all’anno scorso e ci ha condiviso e concordato (sia pure da una posizione non certo di forza) tutte le porcherie commesse in Acqualatina e dintorni………
    Coletta accetta naturalmente tutti i voti possibili anche del bacino di centrodestra (qualcuno lo ha già votato al primo turno, poichè ha preso molti più voti della somma delle sue liste), ma è falso affermare che lo abbia chiesto ai cosiddetti “referenti” di queste forze politiche
    Qualcuno da lunedì 20 giugno dovrà tornare a lavorare, se mai lo ha fatto !!

  • homer

    AGGIORNAMENTO: A PAROLE COLETTA 75% CALANDRINI 25.
    Lunedì il risultato sarà 57 calandrini 43 coletta…Latina non si smentirà…purtroppo…

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