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Doppia stoccata di Coletta a Calandrini su metro e borghi: La “memoria corta” di chi ha amministrato la città

damiano-coletta-2016La bagarre pre-ballottaggio entra nel vivo e Damiano Coletta interviene su due questioni – metro leggera e borghi – che da anni alimentano il dibattito politico del capoluogo, tra polemiche, voli pindarici su stime, valutazioni, progetti, e promesse non mantenute. Il candidato di LBC punta il dito contro lo sfidante del prossimo 19 giungo, Nicola Calandrini, sottolineando la presenza di quest’ultimo in tutti i nodi decisionali delle precedenti fallimentari amministrazioni.

Metro leggera: quella farsa pre-natalizia.  La vicenda risale al 23 dicembre 2009. In una Piazza del Popolo adornata a festa – con tanto di installazione di un telo plastificato con raffigurazioni e slogan di rito e con l’esposizione del modellino di un trenino sotto una teca di vetro plastificato – l’allora sindaco Vincenzo Zaccheo, accompagnato da Nicola Calandrini (ai tempi militante tra le fila di Forza Italia, alleato di maggioranza, e  presidente  del Consiglio Comunale), andava ad annunciare l’inizio dei lavori della Metro Leggera, evento che da mesi veniva sbandierato come sicuro entra il Natale di quell’anno. Come è andata a finire poi, lo conosciamo tutti.

“Dall’interno dell’amministrazione comunale tutti sapevano che quella promessa era destinata a cadere nel vuoto, ma questo i cittadini di Latina, in particolare quelli dei quartieri Q4-Q5 e di Latina Scalo, non lo dovevano sapere” tuona Coletta. “Questo perché a dicembre 2009 ancora dovevano essere effettuati i vari espropri delle aree interessati dalla linee di corsa. Ci riferiamo in particolare – continua – al tratto Latina-Latina Scalo. I proprietari degli immobili interessati, come da avviso pubblico, avevano tempo fino al successivo 27 dicembre per presentare le proprie osservazioni. Allora come ora era quasi impossibile che molte espropriazioni potessero avvenire perché interessavano opere e strutture strategiche per l’assetto del territorio e la fornitura di servizi essenziali. Appartenevano e appartengono ancora a due enti statali: l’ex Cassa per il Mezzogiorno (tale è l’intestazione della proprietà anche se non esiste più da 25 anni) e il Demanio dello Stato che oggi è titolare di beni gestiti a suo tempo dall’Opera Nazionale Combattenti e dai Consorzi di Bonifica”.  Cosa che difficilmente sarebbe avvenuta entro i tempi limite, dal momento che il Comune di Latina doveva espropriare, ovviamente con fondi propri, immobili che poi avrebbero comportato diverse modifiche e lungaggini, quali lo spostamento del tracciato dell’attuale acquedotto che porta l’acqua potabile dalla sorgente di Ninfa al serbatoio nel quartiere Gionchetto; oppure l’intubazione di lunghi tratti dei canali di bonifica adiacenti a Via Epitaffio; o ancora consumare altri terreni fertili appartenenti alla Fondazione Caetani, nonché modificare e spostare alcune decine di accessi ad abitazioni private. Una serie di criticità che hanno impedirono a suo tempo il nulla osta della Regione Lazio sulla Valutazione d’Impatto Ambientale. “I cittadini oggi hanno la possibilità di sapere chi realmente ha molto corte la memoria e le prospettive di governo”, conclude il medico candidato.

Borghi: ghetti urbanistici e serbatoi di voti. Coletta va giù duro anche sulla questione dei borghi. “E’ora di finirla con la visione settaria dei Borghi quali serbatoi di voti e null’altro. Feudi da assegnare ai Signori locali, o peggio dei ghetti esclusi dal tessuto cittadino, abitati da cittadini di serie B. Fossi un abitante dei Borghi mi sentirei offeso da una idea così datata, miope, dalla poca considerazione di colori i quali oggi distinguono l’eletto del Borgo dall’eletto del Centro. Un’assurdità ad oltre 80 anni dalla Fondazione”.

“La situazione dei borghi è oggettivamente da non sottovalutare: degrado, sicurezza e dissesto urbanistico sono temi centrali, per realtà – come quella di Latina Scalo, Borgo Podgora e Borgo Piave – il cui sviluppo sul piano abitativo e dei servizi è stato recentemente azzerato dal commissario Barbato con l’annullamento dei piani attuativi riguardanti i PPE. Per i Borghi e Latina Scalo abbiamo previsto un programma di ristrutturazione degli edifici disponibili, in particolare quelli di fondazione, al fine di potenziare gli spazi dedicati ad attività associative e culturali da ricomprendere nella rete delle biblioteche comunali e dei centri anziani. Puntiamo a ridurre o almeno limitare il traffico veicolare agli incroci principali, in particolare quello pesante, al fine di aumentare la prevenzione e la sicurezza davanti alle scuole. Un obiettivo che si sposa con la riorganizzazione, tesa a favorirne l’utilizzo, del trasporto collettivo garantendo orari certi alla domanda di mobilità e fornendo un’offerta diversificata in base alle esigenze dei singoli cittadini, un traguardo raggiungibile attraverso l’uso delle nuove tecnologie”.

Il confronto, dopo le varie accuse dei calandriniani su un presunto legame dell’ala più radicale del PD dietro il movimento di Coletta, sembra spostarsi sui contenuti, ed è su questo fronte che Calandrini deve controbattere, se vuole tentare il sorpasso in una corsa alla poltrona di primo cittadino che, per il momento, con l’appoggio Forza Italia e PD, almeno sulla carta, vede in vantaggio il candidato civico di LBC.

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