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Vittime del dovere, a Latina un convegno con la vedova del poliziotto che indagò sulla Terra dei Fuochi

forze-armate-dello-stato-2016Si è concluso a Latina, presso il Park Hotel Service, il convegno “Le norme e gli aspetti giuridici-pensionistici e le vittime del dovere” durante il quale sono state analizzate le problematiche legali e previdenziali delle vittime del dovere. Il meeting è stato organizzato dal Consiglio regionale Unms Lazio, presieduto da Vincenzo Cipullo, insieme ai responsabili della sezione territoriale di Latina, del presidente provinciale, Luigi Cimmino e del vice presidente, Angelo Di Rito.

Al convegno erano presenti familiari delle vittime del dovere che hanno cercato di fare il punto della situazione che sono costretti a vivere ogni giorno, la mancanza di un figlio o di un marito o comunque di un proprio familiare, avendo la consapevolezza di continuare ad amare e credere nella divisa, nei valori e negli ideali per cui i propri cari hanno deciso di dare la propria vita.

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Gianluca Catenaro

I genitori del caporal maggiore Gianluca Catenaro, deceduto 22 anni fa in Spana durante un addestramento congiunto italo-spagnolo hanno ricordato l’episodio: “Sappiamo che è morto da eroe e per salvare gli altri. E questo ci ha spronato ad andare avanti e a farci amare la divisa”.

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Roberto Mancini

Al convegno era presente anche la vedova di Roberto Mancini, il vicecommissario della Polizia di Stato, che per primo indagò sulla Terra dei Fuochi, e morì dopo aver contratto un grave tumore. “Spero che le sofferenze che Roberto ha dovuto sopportare non cadano nel nulla e possano servire come esempio a chi oggi porta avanti con orgoglio i valori e gli ideali che erano anche di mio marito”.

Oltre a ridare voce ai familiari e ai parenti delle vittime del dovere, il convegno è servito anche per fare il punto sugli aspetti giuridici e normativi, oltre a quelli pensionistici delle vittime del dovere, come ha sottolineato più volte nel corso del dibattito il presidente dell’UNMS, Unione Nazionale Mutilati per Servizio, Antonino Mondello.

“Oggi non abbiamo voluto solo ricordare il passato dell’Unione e i risultati raggiunti, ma abbiamo voluto porre delle solide basi per il futuro. Gli invalidi per servizio non sono tutelati. Voglio ricordare, infatti, che resta l’unica categoria che non ha ancora un proprio rappresentate nelle commissioni specifiche, penso ad esempio ai comitati di verifica o negli ospedali”.

Anche il questore di Latina, Giuseppe De Matteis, ha sottolineato come: “I mutilati e gli invalidi oggi dovrebbero essere considerati una risorsa più che una memoria storica. Da loro – ha spiegato – si evince la civiltà di un paese. Nessuno, infatti, sceglie volontariamente di subire una grave mutilazione permanente, ma per amore del proprio lavoro si impara ad accettare anche questo”.

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