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FOTO Cardosi ha vegliato il cadavere della moglie per 24 ore. L’ultima poesia su Facebook prima di sparare

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Un giorno intero in casa, da solo, con il cadavere della moglie accanto. La donna che lui stesso ha ucciso con un colpo di pistola alla testa. Il delitto di via Pisacane nasconde scenari inquietanti e probabilmente disagi familiari piuttosto profondi.

Ernesto Cardosi, 72 anni, ora è in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Ha tentato inutilmente di togliersi la vita con una dose massiccia di farmaci, dopo ave ucciso la moglie Anna Recalcati, 69 anni, ex maestra molto conosciuta a Latina.

Secondo i primi dati emersi dall’esame esterno del cadavere, la donna è stata uccisa sabato sera. Poco prima, alle 18,46, Cardosi aveva pubblicato su facebook una poesia, quella che doveva essere la sua ultima poesia. Si intitola “Dillo a Dio” e contiene passaggi inquietanti come questo: “Non ho paura della morte, sono stato sempre forte“. La poesia è stata condivisa da Cardosi anche sul profilo del figlio più piccolo che il giorno dopo, non ricevendo risposte al telefono, è andato a casa dei genitori trovando il cadavere della madre e il padre in stato confusionale.

Il cadavere della donna è stato “vegliato” dal marito-assassino per quasi 24 ore. Nessuno sa cosa è successo con precisione in tutto questo tempo. Lui parla di un litigio culminato nel delitto, ma l’indagine è appena agli inizi. Sul naso, in effetti, aveva delle ferite, qualche graffio, forse legato a una colluttazione. Questa mattina, intanto, il medico legale Maria Cristina Setacci riceverà l’incarico e poi effettuerà l’autopsia in ospedale, dove la salma della donna è stata ricomposta. Cardosi è in carcere, controllato a vista, immerso nei suoi pensieri e forse nei suoi rimorsi.

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