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Lazial Fresco, condanne ridotte in Appello

Condanne drasticamente ridotte, in Appello, per il processo “Lazial Fresco”. Mentre in primo grado le condanne erano state consistenti, oggi in secondo grado le accuse sono state notevolmente ridimensionate. Per alcuni imputati le pene sono state quasi dimezzate, come nel caso di Giuseppe D’Alterio (da 12 a 7 anni) e Luigi D’Alterio (da 6 anni e 6 mesi a 4 anni). Il collegio difensivo ha ottenuto anche alcune assoluzioni. Negata l’aggravante dell’ingente quantitativo di droga contestata e accolta in primo grado.
L’operazione nel 2007 portò allo smantellamento di una grossa organizzazione specializzata nel traffico di droga proveniente dal Sudamerica e venduta nella provincia pontina. I giudici del collegio penale di Latina disposero 29 condanne per complessivi 218 anni di carcere.  Ora la Corte d’Appello di Roma ha ridotto le pene.
Secondo l’accusa i contatti per smerciare lo stupefacente avvenivano attraverso la comunicazione in codice: venivano utilizzati i numeri e le lettere attraverso un sistema chiamato “Berlusconi”, ovvero una parola con dieci lettere tutte diverse tra loro. A ciascuna corrispondeva un numero che avrebbe portato al recapito sul quale poi si prendevano gli accordi successivi. Nell’operazione furono sequestrati circa 120 chili di hashish. Tra gli avvocati difensori: Oreste Palmieri (nella foto), Giulio Mastrobattista, Maurizio Forte, Pasquale Cardillo Cupo, Alessia Vita, Carla Bertini.

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